Impianto Zengarini, il Comune dopo la bocciatura affida il rifacimento del fondo all’esterno

Impianto Zengarini, il Comune dopo la bocciatura affida il rifacimento del fondo all esterno
Impianto Zengarini, il Comune dopo la bocciatura affida il rifacimento del fondo all’esterno
di Andrea Amaduzzi
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Martedì 12 Aprile 2022, 09:25

FANO  - Al profano non sembrerà la più epica delle opere rifare il fondo bucherellato di una pista di atletica. Eppure da queste parti la cosa ha assunto contorni imprevedibilmente complessi e nonostante l’intervento, che consentirebbe allo “Zengarini” di tornare ad ospitare competizioni ufficiali, venga reclamato da anni.

 

Così per la stesura del progetto esecutivo ci si è ora affidati ad un professionista esterno, dopo che il definitivo redatto dai Lavori pubblici, che aveva concorso al bando “Sport e periferie” con l’ambizione di incassare i 600.000 euro necessari per applicare il nuovo manto e mettere mano anche ad interventi accessori, era stato escluso dalla lista dei beneficiari.


Impietoso il giudizio che aveva indotto il Dipartimento per lo Sport della Presidenza del consiglio a respingere la candidatura («carenza di elaborati progettuali ritenuti essenziali, particolarmente in ordine a caratteristiche delle forniture, analisi prezzi, quadro economico, prime indicazioni sulla sicurezza»), con corollario di polemica politica originata dalla circostanza che le motivazioni della bocciatura fossero rimaste in un cassetto per un paio di mesi e senza che nessuno si assumesse mezza responsabilità circa «il livello di approfondimento inferiore a quello di un progetto definitivo ai sensi della normativa».


Strada facendo si è però stabilito di andare più sul sicuro, individuando per 23.000 euro in Stefano Viozzi, architetto di Porto S.Elpidio che collabora da anni con il Coni regionale (divenuto nel frattempo interlocutore privilegiato del sindaco Seri), la figura giusta per sviluppare il definitivo elaborato internamente e approvato un anno e mezzo fa. Di sicuro con l’impennata dei costi bisognerà aggiornare l’impegno di spesa, mentre è da verificare se la strategia permetterà di avere maggiore fortuna quando si tratterà di concorrere ai finanziamenti necessari per realizzare questo intervento e anche l’altro successivamente immaginato per lo “Zengarini”, che doterebbe l’impianto di un rettifilo coperto per consentire ai velocisti di allenarsi anche durate la brutta stagione. Anche in questo caso, come noto, si è conferito mandato ad un professionista (l’architetto torinese Stefano Longhi), specializzato in impiantistica sportiva e che una struttura del genere l’ha già confezionata per Varese. 


Per la riqualificazione dello “Zengarini”, che deve continuare a misurarsi anche con l’inagibilità della tribuna destinata inevitabilmente alla demolizione, è stato stimato per il 2023 un esborso di 3 milioni. Evidente che il Comune di tasca sua non potrebbe mai investire una cifra simile. 

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