Anastasiia uccisa con tre coltellate, il marito arrestato per l'omicidio: «Il corpo è in un trolley». Oggi l'udienza di convalida

Mamma Anastasiia uccisa con tre coltellate: il marito fermato per omicidio. La città è sotto choc
Mamma Anastasiia uccisa con tre coltellate: il marito fermato per omicidio. La città è sotto choc
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Martedì 15 Novembre 2022, 02:40 - Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 07:33

FANO - Quegli occhi azzurro polvere, che illuminavano un viso gentile incorniciato dai capelli ramati, si sono chiusi per sempre in un’uggiosa domenica d’autunno. Avevano visto la guerra, perché Anastasiia Alashri, 23 anni, scappava dall’Ucraina ma si è portata dietro un grumo di tensioni e conflitto domestici che proprio a Fano, dove voleva tornare a vivere, l’ha condotta a una morte violenta.

Almeno tre coltellate hanno raggiunto al collo e al torace la giovane, che era mamma di un bimbo di 2 anni, togliendole il fiato e la vita, dopo che domenica mattina si era recata nella casa condivisa con il marito per prendere i suoi effetti personali e trasferirsi definitivamente con il bambino altrove. E lì, secondo la ricostruzione dei carabinieri, ha incontrato il coniuge che aveva intenzione di lasciare.


Il marito bloccato a Bologna
Amrallah Mostafa Mahjoub Mosta Alashrj, 42 anni, è stato fermato alle 23 di domenica alla stazione del treno di Bologna, dai carabinieri in collaborazione con la polizia ferroviaria, mentre verosimilmente cercava di fuggire all’estero, dopo che per una decina di ore a Fano erano state condotte infruttuosamente le ricerche della giovane donna, della quale in tarda mattinata era stata segnalata la scomparsa.

L’egiziano era accusato di maltrattamenti in famiglia ma dopo il rinvenimento del cadavere di Anastasiia in un campo di Belgatto, alle 4 di ieri notte, la procura della Repubblica di Pesaro ha emesso nei suoi confronti un decreto di fermo per omicidio volontario.

È l’ennesimo femminicidio, che i carabinieri del reparto operativo di Pesaro, alla testa delle indagini, ritengono compiuto all’apice delle vessazioni commesse dal coniuge egiziano, padre del bimbo, nell’ambito di un rapporto di coppia conflittuale e ormai deteriorato. Anche in questo caso la tutela giudiziaria e relazionale, che la giovane ucraina aveva cercato di attivare intorno a sé, non è stata tempestiva e sufficiente per proteggerla dall’accecata reazione aggressiva dell’uomo di fronte alla separazione.

La ventitreenne, arrivata con la famiglia in riva all’Adriatico nel marzo scorso, a maggio aveva trovato un’occupazione come cameriera all’Osteria della Peppa, nel centro storico di Fano (locale della famiglia del deputato Mirco Carloni), mentre il marito a sua volta lavorava come addetto alle consegne per il pasticciere Cavazzoni, che ha il laboratorio e il negozio in via Mattei. Venerdì scorso Anastasiia, che a Fano impartiva anche lezioni di pianoforte, la sua passione, si era presentata ai carabinieri della stazione di Fano per sporgere una denuncia contro il marito, rubricata come maltrattamenti in famiglia. La stabilità trovata con il lavoro e la speranza di una vita indipendente l’avevano determinata a rompere il rapporto con il coniuge, più grande di lei di 19 anni, che era fonte di sofferenza e frustrazioni.


Il rifugio in casa di un amico
Secondo gli accertamenti dei carabinieri, dopo l’ennesimo litigio la donna si era rifugiata con il figlio nell’abitazione di un amico e collega di lavoro. Il ristorante era il luogo in cui si sentiva più protetta e in quell’ambiente aveva confidato turbamenti e decisioni. Domenica alle 9 aveva detto all’amico, lasciandogli in consegna il bambino, che sarebbe andata in via Trieste 6, nella casa presa in affitto con il marito, per prelevare i suoi indumenti. Da quel momento su di lei è calato un silenzio pesante come il piombo che colorava il cielo. E’ stato l’amico a segnalarne ai carabinieri la scomparsa, con quel retroscena che ha fatto temere subito il peggio.


In base alla ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Marino Cerioni, l’egiziano avrebbe ucciso la moglie nascondendola in un trolley, caricato nel furgone della pasticceria con la borsa dei vestiti preparata dalla donna.

La donna abbandonata dentro un trolley
La valigia con il cadavere è stata abbandonata nella campagna di Belgatto, la borsa con gli indumenti in via Dal Fiume. Poi il 42enne si è diretto a Bologna dove è stato rintracciato quando ormai il mancato rientro della donna rendeva chiara la sua atroce fine per gli investigatori, che hanno proceduto di iniziativa al fermo.

In tasca Amralla Alashrj aveva 4mila euro. Interrogato, dopo circa quattro ore è crollato indicando ai carabinieri dove potevano recuperare il corpo della donna e i suoi oggetti personali. Insieme a questi ultimi sono stati trovati anche un coltello da cucina e un taglierino che potrebbero essere stati usati nel delitto. Dalle indagini scientifiche da svolgere su queste armi, nel furgone e nell’alloggio posti sotto sequestro, gli inquirenti contano di trovare i riscontri per inchiodare alle sue responsabilità il 42enne ora richiuso nel carcere di Bologna. Forse già oggi si svolgerà l’udienza di convalida del fermo.

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