Per placare la grande sete del Pesarese la Regione apre il pozzo Sant'Anna

Per placare la grande sete del Pesarese la Regione apre il pozzo Sant'Anna
Per placare la grande sete del Pesarese la Regione apre il pozzo Sant'Anna
di Vèronique Angeletti
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Giovedì 14 Luglio 2022, 03:40 - Ultimo aggiornamento: 17:28

PESARO - Oggi alle 11 si apre il pozzo Sant’Anna, al Furlo: «Dal pozzo saranno rilasciati 150 litri al secondo in più da immettere nel fiume Metauro». Lo ha annunciato ieri l’assessore regionale alle Risorse idriche e Protezione civile, Stefano Aguzzi, al termine di una riunione sull’emergenza idrica con il Comitato provinciale di Protezione civile.  Al tavolo tecnico erano presenti Aato1, i Comuni di Fossombrone, Cantiano, Cagli e Fano, la Prefettura, la Provincia, il Ministero degli Interni, l’Asur e l’Arpam, coordinati dalla Protezione civile regionale. 
L’intervento fa seguito al decreto dei giorni scorsi per limitare il prelievo di acqua a uso irriguo da tutti i corsi d’acqua insistenti nel bacino idrografico del fiume Metauro, per preservare la risorsa idrica e salvaguardare il sistema di approvvigionamento idropotabile del pesarese.

L'emergenza

«Siamo in piena emergenza – ha ribadito l’assessore Aguzzi –. Esistono delle difficoltà a prelevare l’acqua potabile per immetterla poi negli acquedotti di Fano e di Pesaro. Pertanto, al momento, si è deciso di non aprire ancora il pozzo del Burano ma di quello di Sant’Anna del Furlo. Saranno immessi a monte nel fiume Metauro 150 litri al secondo. L’obiettivo - ha spiegato - è continuare a mantenere vivo il corso del fiume, scongiurando la secca a valle degli invasi, perché contemporaneamente a questo nuovo afflusso di acqua, altrettanta di pari quantità sarà trattenuta dall’invaso di Tavernelle, riducendo così il deflusso naturale di 200 litri al secondo. Il che significa che nell’invaso di Tavernelle, da dove viene prelevata l’acqua, arriveranno di fatto 350 litri di acqua al secondo, perché 200 in meno ne usciranno e 150 in più ne arriveranno, garantendo un maggior afflusso complessivo dell’acquedotto e della potabilità di 350 litri al secondo». Per il secondo anno, per contrastare la “grande sete”, il pozzo di Sant’Anna del Furlo diventa quindi la prima “sorgente” di acqua di profondità in soccorso di un sistema di approvvigionamento idrico molto dipendente dalle acque superficiali.

Il pozzo

Il pozzo, realizzato nel 2018 su fondi ottenuti dalla Protezione civile Nazionale dopo l’emergenza del 2017, è stato voluto in caso di magre portate del Metauro dall’assemblea dei sindaci dell’Aato1 al fine di riequilibrare il rapporto tra l’approvvigionamento derivante da acque di superficie con quello da acque sotterranee nel pesarese. «Con il sindaco di Fossombrone Berloni – entra nel merito Marco Bartoli, consigliere comunale con incarico all’ambiente – abbiamo seguito da remoto la riunione convocata da Aguzzi. L’emergenza non è più straordinaria e l’uso delle acque del pozzo Sant’Anna fa parte dell’ordinaria gestione. Purtroppo si immette dell’eccellente acqua minerale nel fiume che, dopo qualche chilometro, dobbiamo di nuovo rendere potabile. La soluzione che sosteniamo è canalizzare l’acqua dal pozzo direttamente nella rete di acquedotti, limitando il suo uso a casi estremi senza disperdere la risorsa». Sull’emergenza idrica il sindaco Alessandro Piccini di Cantiano aveva indetto un consiglio comunale straordinario monotematico per spiegare dati alla mano alla la gravità dell’emergenza in corso. «Perché - ha insistito - mai il sistema idrico provinciale si è trovato così presto in difficoltà». 
 

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