Medici non ancora vaccinati, l'Area Vasta invia 15 ultimatum: rischiano la sospensione

Sabato 7 Agosto 2021 di Letizia Francesconi
Il presidente dell'ordine provinciale di Pesaro Urbino dei medici, Paolo Maria Battistini

PESARO - Medici non vaccinati, partono le prime lettere di sospensione dall’attività. Il Dipartimento di igiene e salute pubblica dell'Area vasta 1, diretto da Augusto Liverani, ha inviato all’Ordine dei medici provinciale l’elenco di 15 nominativi di professionisti che nonostante richiami e solleciti non hanno ancora adempiuto all’obbligo vaccinale. Nell’elenco figurano medici di medicina generale, odontoiatri, dentisti, liberi professionisti come dermatologi od ortopedici, direttori sanitari. Ci sono medici di Pesaro, Fano, Urbino, ma anche di Gabicce Mare, Macerata Feltria e Vallefoglia. 

 

Che cosa succede
In mancanza di una risposta certificata o della prenotazione del vaccino, il provvedimento notificato prevede lo stop all’esercizio della professione al momento della ricezione della comunicazione scritta. Legalmente, come ha precisato il presidente dell’Ordine, Paolo Maria Battistini, si tratta di una sospensiva “ex lege”, volendo significare che l’Ordine dei medici non può entrare nel merito delle decisioni intraprese dall’Area Vasta 1.

Per tutti coloro che hanno ricevuto la lettera ci sono al momento tre strade possibili: se non si manifesta l’intento a regolarizzare la posizione, il professionista viene sospeso fino al prossimo 31 dicembre. Oppure può dichiarare di volersi mettere in regola o anche di documentare l’impossibilità al momento a vaccinarsi.

Inoltre, può anche decidere di ricorrere contro la sospensione e di rivolgersi al Tar delle Marche ma in attesa che il Tribunale amministrativo regionale si esprima sul provvedimento resterà comunque sospeso e non potrà esercitare la professione.

«Su 2.400 fra medici e odontoiatri iscritti all’Ordine – commenta il presidente Battistini – abbiamo spedito al momento 15 comunicazioni, siamo almeno per ora su una percentuale minima di non vaccinati».

I destinatari
Tra i destinatari delle missive di sospensione c’è anche la responsabile di uno studio diagnostico che ha già inviato comunicazione di risposta ad Asur sui motivi della mancata somministrazione. E come lei pare che in queste ore altri colleghi stiano rispondendo ad Asur con altrettante motivazioni.

«Nel mio caso – osserva la professionista raggiunta telefonicamente – rimanderò a data da destinarsi la somministrazione ma vorrei precisare che all’interno dello studio 6 medici e 12 sanitari dipendenti sono tutti vaccinati con doppia dose. Ho inoltrato al Dipartimento di prevenzione la certificazione della clinica presso la quale sono in cura da circa un anno e mezzo, e proprio i medici che mi seguono hanno al momento sconsigliato il vaccino, almeno fino a quando non terminerò le terapie. Per di più ho contratto il Covid tre mesi fa, e ho ancora una buona dose di anticorpi. In attesa che l’Area vasta valuti la mia risposta e documentazione, la mia attività lavorativa prosegue in studio anche perché non esercito a contatto con i pazienti, data la mia posizione di direttore amministrativo».

La replica
Fra i medici professionisti, c’è anche un dermatologo con studio anche in Romagna. «Ho già dato comunque la mia risposta alla comunicazione di Asur – spiega il dermatologo – per il momento rimanderò la vaccinazione perché sono in attesa di accertamenti medici specialistici, visto che in passato più volte sono stato colpito da avverse reazioni allergiche a farmaci e altre tipologie di vaccino. Poi vedrò il da farsi. Asur ha accolto la mia posizione e al momento non ho alcun impedimento per proseguire la mia attività».

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