Le feste di laurea ai tempi del Covid e del Dpcm, vietati anche i selfie di gruppo

Urbino, le feste di laurea ai tempi del Covid e del Dpcm, vietati anche i selfie di gruppo
Urbino, le feste di laurea ai tempi del Covid e del Dpcm, vietati anche i selfie di gruppo
di Beatrice Giannotti
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Mercoledì 28 Ottobre 2020, 06:25

URBINO - Laurea post Dpcm. Non semplice da gestire, ma nemmeno semplice da vivere.

«La laurea è il momento che ogni universitario sogna e attende con più emozione, ma laurearsi nel 2020 non è affatto facile – spiega Laura Tardio, che ha discusso la laurea triennale di Lingue e culture straniere lo scorso lunedì – e fino a quel giorno le cose sono cambiate quasi ogni ora. Mi è sembrato di vivere un incubo».

 

«Senza le persone che amo»

Selfie di gruppo al bando, sorrisi mascherati, tavoli da 4. Una gioia frammentata da mille barriere. Grande attenzione è infatti stata fatta nelle sedi universitarie per non fare incontrate laureandi diversi, e in piazza della Repubblica, dopo le 18 i controlli sono stati numerosi riguardo a chiusure dei locali, accorpamenti e uso delle mascherine. «In una situazione di emergenza sanitaria in cui anche la minima accortezza non basta, la cosa che più mi ha destabilizzato è stata non poter vivere questo traguardo con tutte le persone che più amo. Ho trascorso i giorni precedenti la laurea in uno stato di ansia costante. Non sapevo se sarei riuscita a laurearmi, dato che fino a tre giorni prima della laurea non era stata ancora abilitata la modalità telematica a scelta. Dopo il risultato del tampone, fortunatamente negativo, mi sono tranquillizzata. Sono una studentessa fuori sede e i miei affetti più cari si trovano in Salento e un po’ sparsi per l’Italia. Data la gravità della situazione e l’impossibilità di festeggiare per via delle restrizioni del nuovo Dpcm, sono arrivati da fuori città solo i miei genitori. Mia sorella, a malincuore, ha deciso per sicurezza di non spostarsi da Milano. Il dispiacere e la tristezza che ho provato io, come credo ogni studente lontano da casa, è inspiegabile. Con il cuore a metà, mi sono laureata in presenza, con ogni misura di sicurezza possibile» 

«Un giorno meno felice»

«Non ho trascorso questo giorno come me lo immaginavo e con lo stato d’animo che ogni laureando dovrebbe avere, ma ho potuto comunque godere della presenza delle persone del posto, pochi amici stretti, ormai una seconda famiglia. Quest’anno il giorno della laurea è stato per tutti un po’ meno felice, ma ora più che mai è necessario agire responsabilmente, con qualche piccola grande rinuncia momentanea oggi, per poter fare cose più grandi domani». 

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