Pesaro, l'allarme dei bagnini: «Mantenere le distanze è impossibile. La gente si comporta come se nulla fosse accaduto»

Lunedì 3 Agosto 2020 di Letizia Francesconi
Pesaro, l'allarme dei bagnini: «Mantenere le distanze è impossibile. La gente si comporta come se nulla fosse accaduto»

PESARO - Sotto l’ombrellone, negli stabilimenti da Baia Flaminia a Levante fino Sottomonte, sono diversi i bagnanti e turisti, che vivono le giornate al mare o le serate al ristorante sulla spiaggia, come se nessuna cautela sia più necessaria. Eppure gli operatori balneari fanno del loro meglio per far rispettare le regole imposte dall’emergenza Covid.

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Coro unanime dei balneari: «Notte delle candele? Un controsenso, quando poi sotto l’ombrellone e in spiaggia, è fatto obbligo agli operatori di far rispettare le misure di distanziamento sociale». I balneari di alcuni stabilimenti, si trovano a dover gestire in questa strana estate, una situazione in cui capita di non avere ombrelloni e lettini sufficienti da riservare ai turisti, che proprio in questi giorni stanno arrivando negli hotel, a due settimane dal Ferragosto. 
 
«Spesso – riferiscono gli operatori di Levante – siamo costretti a dire no a decine di clienti giornalieri, e non ci sono ombrelloni da riservare ai turisti in arrivo. Questo succede perché, alcuni hotel nel loro pacchetto turistico non comprendono il servizio spiaggia all inclusive e demandano a noi gestori la possibilità di riservare o meno lettino e ombrellone per il periodo di vacanza». Intanto all’indomani della presentazione dell’evento Notte delle candele, si susseguono dubbi e polemiche fra la gran parte degli operatori, e soprattutto per le concessioni senza ristorazione. Quel che è certo, è che non sarà la notte di San Lorenzo di sempre e dalla Baia a Fosso Sejore, sono già pronti ad adottare gli accorgimenti necessari a tutelarsi ed evitare controlli e problemi per il mancato rispetto del distanziamento, anche a tavola. 
«Basterebbe leggersi le comunicazioni che via chat ci scambiamo quasi quotidianamente noi operatori – rimarcano Andrea Ranocchi, gestore di bagni Marevivo e Claudio Casoli per bagni Iole – il pensiero di tutti è lo stesso. Ci sembra un controsenso. E’ evidente che tutti gli operatori, chi più chi meno, registrano cali e difficoltà di lavoro fra la clientela di sempre e gli stagionali. Va rispettato il distanziamento in spiaggia, fra gli ombrelloni, i lettini e al bar ristorante, ma poi arriva questo evento e ci viene richiesto di aderire con una o più tavolate. 
Caro sindaco
«Forse al sindaco sfugge, che se lo scorso anno ad una tavolata sedevano vicine otto-dieci persone, con le nuove regole non possono sedere più di quattro persone e con l’incognita anche di non conoscere chi si siede vicino, siano essi parenti, amici o conoscenti. Per questo con gli altri operatori di Levante, stiamo rivedendo l’organizzazione stessa della cena. No alle tavolate, ma ci sarà la possibilità per i nostri clienti di cenare sotto il proprio ombrellone, organizzandoci anche con dei piccoli tavoli di appoggio. Va anche considerato, che non tutte le concessioni hanno un’ampiezza tale da poter sistemare tavoli e sedute in più». 
La revisione
Stesse modalità anche in Baia Flaminia, dove lo stabilimento Bahia del Sol di Simone Mariotti, dice no alle lunghe tavolate. Per alcuni clienti c’è già la possibilità di una ventina di tavolini agganciati all’ombrellone, per altri che vorranno cenare sull’arenile, si replicherà il format del ristorante. Non una tavolata unica ma normali tavolini a due o quattro sedute, che saranno spostati dal ristorante verso la battigia. Solo in questo modo gli operatori, che non vogliono essere sceriffi dei propri clienti, potranno garantire una serata in sicurezza, a lume di candela. E’ Gianni Angeloni invece, gestore di bagni Bibi a Sottomonte, ad evidenziare lo scarso senso di responsabilità. 
Le criticità
«Capitano difficoltà organizzative, pur avvalendoci di due addetti alla sicurezza per le serate del sabato – recentemente e in due occasioni, non siamo riusciti a garantire all’interno il distanziamento al bar e il controllo degli ingressi per l’afflusso continuo. Così come capita di richiamare la nostra clientela, anche adulta di non assembrarsi al bar in attesa di ordinare, oppure al ristorante». Altri esempi lungo l’arenile dalla Baia a Levante, e più volte i gestori richiamano i loro clienti ad osservare semplici accortezze, come il rispetto della distanza, lungo la passerella, magari in attesa di pagare o chiedere informazioni. 

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