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Pesaro, il grido di dolore degli albergatori: «Spese maggiorate e disdette. La riapertura è un rebus»

Pesaro, il grido di dolore degli albergatori: «Spese maggiorate e disdette. La riapertura è un rebus»
Pesaro, il grido di dolore degli albergatori: «Spese maggiorate e disdette. La riapertura è un rebus»
di Letizia Francesconi
4 Minuti di Lettura
Domenica 3 Maggio 2020, 07:00

PESARO - Tanta voglia di ripartire sì, ma con quali certezze e con quale offerta? E’ l’interrogativo che si pongono gli albergatori. Fra riorganizzazione e rimodulazione di camere e spazi di convivialità secondo il Protocollo salute e le nuove misure di sanificazione, ciò che più preoccupa l’albergatore è l’incertezza sull’evoluzione della fase 2 e le forme di sostegno economico.

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«Nessuno dei nostri imprenditori – anticipa Fabrizio Oliva, presidente Apa – sarà in grado di aprire la propria struttura prima di luglio. Siamo in attesa del nuovo Decreto del Governo, e non solo per gli obblighi ma soprattutto per le forme di sostegno economico. Certo che la ripartenza per il settore dipenderà molto dall’evoluzione della fase 2 e dall’andamento dei contagi da coronavirus dopo il 4 maggio. Dobbiamo ragionare nell’ottica che alcune nostre strutture, soprattutto quelle medio piccole e le pensioni, potrebbero non avere alcuna convenienza e decidere di rimanere chiuse». 
 

Rita Amadori dell’hotel Mare non nasconde la sua preoccupazione. «Ognuno di noi gestori, sa già che potrebbe fare i conti con una responsabilità civile o penale anche verso i propri dipendenti. E’ per questo che attendiamo norme chiare dal livello nazionale. L’albergo comunque dovrà essere completamente ripensato. Di certo ogni spazio per bambini o sala giochi, resterà chiuso. Via il servizio a buffet mentre si lavorerà allungando l’orario della cucina per evitare l’accesso di più persone in uno stesso spazio e anche il servizio bar sarà ridimensionato. Il controllo dei documenti e l’invio potrà essere solo per via telematica o mail per evitare di maneggiare carte e documenti direttamente dalle mani del cliente. A pesare anche gli annullamenti, il primo e più importante, un gruppo della terza età di 40 persone provenienti proprio dal nord e atteso per la prima decade di giugno. Spero almeno nelle prenotazioni di privati, coppie e famiglie. Ne ho già alcune per luglio e agosto. Molto dipenderà dall’evoluzione della situazione sanitaria, ma di certo sono prenotazioni di una stagione a metà». Il nodo sanificazioni sembra al momento creare meno preoccupazione. I gestori dovranno dotarsi di un macchinario dedicato a idrogeno del costo di 2.800 euro, che al 50% sarà a carico della Regione e per l’altra metà attraverso il credito d’imposta, tutto per sanificare una stanza in sei minuti. Osserva Vanessa Gasparini dell’hotel Clipper «Ci troveremo con un surplus di nuovi costi, oltre alla normale pulizia. Kit e prodotti monouso o lavabili a 90 gradi per camere e per il ristorante. Per esempio l’addetta alle pulizie, dovrà usare per ogni camera un panno monouso sulle superfici e guanti poi da gettare e cambiare. Attendiamo di capire meglio cosa accadrà dopo il 20 maggio. Intanto è stata persa tutta la primavera e l’inizio estate, dove si viveva di gruppi e turismo sportivo». «Ad essere più che ottimisti - commenta Roberto Signorini, titolare Imperial Sport - si potrà lavorare al 50% forse meno, se ci saranno tempi e condizioni di aprire le strutture. A fronte di questo ci troveremo con costi anche raddoppiati, pensiamo al personale in più da dedicare per esempio ai buffet presidiati per evitare assembramenti o tutto il servizio di pulizia e sanificazione indoor. Se si riuscirà a garantire un servizio per metà della capienza, significa anche impiegare un 20 per cento di personale in più e sopportare il relativo costo, oltre ai costi fissi. Purtroppo per ora alla reception arrivano solo disdette per maggio e per buona parte del mese di giugno». Vuole essere ottimista Paolo Pedini dell’hotel Napoleon: «Speriamo di dare risposte alle prime richieste di clienti storici e fidelizzati che ci hanno contattato almeno per luglio e agosto. ogni albergatore lavorerà anche sotto il 50 per cento della stagione ma l’importante ora è attrezzarci per dare al cliente la massima sicurezza. Mi sto organizzando con spazi ripensati, ascensori e percorsi separati».

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