Gola del Furlo, almeno tre mesi per la messa in sicurezza: la strada chiusa da febbraio

Venerdì 29 Ottobre 2021 di Roberto Giungi
Lo sbarramento lungo la strada che conduce alla galleria del Furlo

FURLO - Per la messa in sicurezza della Gola del Furlo e la riapertura della strada chiusa da febbraio di quest’anno saranno necessari, stando a quanto si è appreso in via non ufficiale ma attendibile, tre mesi al fine di ancorare il masso che rischia di crollare, verificare la stabilità del secondo in condizioni precarie e consolidare una vasta area rocciosa come già illustrato in sede di consiglio regionale dall’assessore Stefano Aguzzi. Il costo dell’intervento dovrebbe aggirarsi sui 400mila euro.

 

La prima riunione
Le tempistiche della riapertura quasi sicuramente in due fasi. La prima per consentire la riattivazione del traffico. La seconda per completare l’intervento a seguito di adeguato monitoraggio. L’architetto Maurizio Bartoli, direttore della riserva naturale del Furlo, diretta espressione della Provincia si è limitato a riferire che l’incontro di ieri, tra Regione, Provincia, Enel Green Power, proprietaria dell’area sulla quale intervenire, e sindaci di Fermignano e Acqualagna «è di fatto consistito nella presa d’atto del progetto che è stato visionato in linea di massima. Se ne riparerà tra una quindicina di giorni in termini operativi. È importante che sia stato “aperto”».

Sindaci soddisfatti
Si è registrata una soddisfazione generale su tutto il fronte. «Siamo rimasti molto contenti perché il progetto è stato completato ed è pronto. Per la Gola del Furlo si prospetta il ritorno alla normalità grazie al piano operaito» hanno commentato Luca Lisi sindaco di Acqualagna e il collega di Fermignano Emanuele Feduzi. Dopo i primi allarmi si era determinata una situazione di stallo soprattutto in materia di competenza legata alla proprietà dell’area interessata. La Regione in primis ha affidato l’incarico tecnico per la fase ispettiva. Fondamentale il ruolo svolto dalla Provincia ai fini del progetto esecutivo.

L’impegno della Provincia
«Abbiamo fatto subito nostro l’appello della Regione perché svolgessimo la funzione di coordinamento - ha spiegato il presidente Giuseppe Paolini -. L’incontro si è rivelato importante e costruttivo. È stato fatto un primo passo fondamentale. Diciamo che in linea di massima i lavori possono richiedere tre mesi di tempo ma chiunque capisce bene che si tratta di indicazioni di massima perché bisognerà anche tenere conto delle condizioni climatiche. Ciò che conta è il fatto che il tutto guarda avanti con criteri precisi in termini di progettualità, operatività e soluzione del problema che ha comportato non poche difficoltà ed ostacoli per la popolazione del posto, per gli operatori e non da meno per il flusso turistico che rappresenta il fulcro vitale per tutti. Siamo decisamente sulla buona strada e questo evidenzia quale sia stata la sensibilità e l’attenzione, per quanto doverose, da parte della Provincia».

Il cambio di stagione
Sui canali social il tam tam ha ripreso a pulsare quasi fosse un cuore malato che finalmente può avvalersi delle cure giuste per tornare alla vita di tutti i giorni. Le foto postate sono quelle di un autunno dai colori sempre più accessi che accarezzano momenti di malinconia. La primavera tornerà presto a sorridere in questo luogo quasi incantato e struggente.

 

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