Rifiuti, Fano chiama Pesaro per una gestione condivisa. L'alternativa di altri partner

Il rendering del biodigestore di Ca' Rafaneto
Il rendering del biodigestore di Ca' Rafaneto
di Lorenzo Furlani
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Giovedì 10 Giugno 2021, 09:15

FANO - Aset non resterà senza biodigestore. Questa è la consapevolezza e, al tempo stesso, la risoluzione politica dell’amministrazione comunale di Fano dopo gli incontri con le società Estra e Feronia. La soluzione che sarà concretamente adottata dipenderà dalla risposta che Marche Multiservizi e, in senso lato, la politica pesarese offriranno alla rinnovata ed estrema richiesta di collaborazione che parte da Fano.

Mentre l’opposizione consiliare non molla la presa sul tema, che registra l’orientamento dell’86% dei fanesi per il mantenimento della proprietà pubblica di Aset, attraverso una nuova convocazione della commissione comunale di garanzia e controllo programmata tra un paio di settimane proprio per conoscere l’esito dei due incontri con i possibili partner industriali.

La strategia provinciale
Quando l’assessore alle società partecipate Samuele Mascarin ha comunicato alla giunta la disponibilità sia di Estra (azienda pubblica già partner nella distribuzione del gas), sia di Feronia (azienda privata promotrice del progetto del biodigestore a Ca’ Rafaneto di Terre Roveresche), a condividere con Aset l’investimento nell’impianto per la lavorazione della frazione organica dei rifiuti urbani e degli sfalci di verde, per produrre biometano e compost per l’agricoltura, ha prevalso la linea, ribadita più volte dal sindaco, per una strategia provinciale nel settore dei servizi pubblici locali.

L’accelerazione di Mms
Ciò significa che Massimo Seri si è riservato un ultimo tentativo di mediazione, passando per la politica e quindi per il presidente della Provincia e il sindaco di Pesaro, per rivendicare la partecipazione di Aset, con una quota almeno del 30%, nella società Green Factory, costituita da Mms per realizzare e gestire il digestore anaerobico di Vallefoglia, che avrà una capacità di trattamento dei rifiuti organici e verdi superiore all’intera produzione provinciale.

Essenziali vengono ritenuti l’abbattimento dei costi rispetto all’attuale smaltimento in Romagna e le utilità derivanti dagli ecoincentivi sulla produzione di biometano previsti per 10 anni. Dall’accelerazione compiuta un anno fa da Marche Multiservizi, con il progetto del biodigestore elaborato in proprio, superando il protocollo d’intesa firmato nel 2014 con Aset per una gestione unitaria dell’impiantistica, l’azienda pesarese, come rivelano le dichiarazioni del suo presidente (prima Delle Noci poi Tagliolini) e dell’amministratore delegato Tiviroli, ha subordinato la collaborazione sul recupero del biometano a una strategia di aggregazione societaria dei servizi di gas, acqua e rifiuti per una gestione unica piuttosto che unitaria.

Un passaggio a cui la politica di Fano, in senso trasversale come ha dimostrato la mozione approvata l’8 aprile scorso per cercare appunto altri partner, non intende arrivare ora, privilegiando sia il controllo sui servizi sia la ripartizione degli utili interamente pubblici e proponendo a Marche Multiservizi una gestione condivisa tramite la partecipazione alle prossime gare con un’associazione temporanea di imprese.

L’alternativa doppia
In caso di persistente risposta negativa, l'amministrazione comunale di Fano potrebbe accogliere la richiesta di Feronia per una partecipazione di Aset, anche maggioritaria, nella costruzione e gestione del biodigestore di Terre Reveresche o, vista l’ostilità dei sindaci del territorio (che peraltro non esercitano un’analoga pressione su Pesaro o Mms per l’ingresso di Aset in Green Factory), potrebbe accettare la collaborazione di Estra per un impianto da costruire a Fano, sfruttando la proroga degli ecoincentivi attesa per tre anni. E ponendo così un’ipoteca su una futura partecipazione comune alla gara provinciale per il gas del 2023.

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