Noi ai biodigestori di Talacchio e Barchi, appello alla Regione. Scende in campo il centrodestra

Domenica 5 Dicembre 2021 di Lorenzo Furlani
Il rendering del biodigestore progettato per Talacchio di Vallefoglia

VALLEFOGLIA - No ai due biodigestori per il trattamento dei rifiuti organici e degli sfalci del verde di iniziativa privata in corso di autorizzazione presso la Provincia. A dirlo sono i consiglieri regionali di Civici Marche Giacomo Rossi e di Fratelli d’Italia Nicola Baiocchi. Per la prima volta un’iniziativa di censura politica contro il digestore anaerobico da 50mila tonnellate di rifiuti all’anno proposto a Barchi di Terre Roveresche dalla società Feronia e l’analogo impianto da 105mila tonnellate progettato per Talacchio di Vallefoglia da Green Factory, società di Marche Multiservizi, viene promossa da esponenti del centrodestra che governa la Regione.

Non c’è programmazione
Rossi e Baiocchi hanno presentato una mozione in consiglio regionale in cui rilevano che i due biodigestori si collocano al di fuori della programmazione pubblica dell’Assemblea territoriale di ambito, che ha approvato lo scorso 30 settembre il piano provinciale dei rifiuti. Tale atto «per quanto riguarda il trattamento della frazione organica, non determina né la tipologia di impianti necessaria né la loro localizzazione, ma dichiara di restare in attesa del completamento dei procedimenti autorizzativi in corso presso la Provincia, rimandando a fine periodo del piano la verifica degli impianti nel frattempo realizzati». 

I due consiglieri regionali osservano che in questo modo l’Ata perde l’opportunità di accedere ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per costruire impianti pubblici per il trattamento e il riciclo dei rifiuti urbani, secondo il bando del Ministero della transizione ecologica che stanzia fino a 40 milioni di euro per ogni intervento.

La petizione di oltre 5mila cittadini
Giacomo Rossi e Nicola Baiocchi sottolineano che i Comuni di Terre Roveresche, Mondavio e Fratte Rosa hanno dato parere negativo all’impianto di Barchi così come hanno manifestato contrarietà Confagricoltura, Cia, Coldiretti e Copagri, mentre riguardo al biodigestore di Talacchio rilevano che «un’associazione di cittadini ha raccolto oltre 5.000 firme contrarie, depositandole innanzi alle autorità coinvolte ed evidenziando le criticità dell’intervento, tra cui il consumo di oltre 12 ettari di terreno attualmente coltivato, la vicinanza a siti sensibili (centri abitati, scuole e un centro sportivo), la presenza del fiume Foglia in cui si vorrebbero scaricare le acque provenienti dall’impianto, l’impatto climalterante connesso alla tipologia di impianto e l’aumento del traffico su gomma (per il trasporto dei rifiuti, ndr), nonché l’impatto cumulativo delle polveri sottili dovuto alla presenza sullo stesso territorio di una centrale a biomassa con cogeneratore».

Chiesti impianti pubblici
La mozione impegna la giunta regionale a fare in modo che questa impiantistica sia inserita nella pianificazione dell’Ata, tenendo conto anche della possibilità di realizzare impianti pubblici con i fondi del Pnrr; a opporsi alla costruzione di biodigestori vicino ai centri abitati e in aree attualmente agricole secondo la legge regionale 22/2011 sul consumo di suolo agricolo; a sensibilizzare i Comuni per l’autocompostaggio come prevede la legge regionale 4/2020 per ridurre gli impatti ambientali e climalteranti e le quantità di organico da trattare in eventuali impianti di digestione anaerobica, dimensionati al fabbisogno effettivo residuo del territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA