Omicidio Anastasiia, patria potestà revocata al padre: il figlio resta con la nonna. Il Tribunale dei minori valuterà l’affido definitivo. Nullaosta per la salma della mamma

Omicidio Anastasiia, patria potestà revocata al padre: il figlio resta con la nonna. Il Tribunale dei minori valuterà l affido definitivo. Nullaosta per la salma della mamma
Omicidio Anastasiia, patria potestà revocata al padre: il figlio resta con la nonna. Il Tribunale dei minori valuterà l’affido definitivo. Nullaosta per la salma della mamma
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 02:35

FANO Revocata, su richiesta della Procura della Repubblica di Pesaro, la patria potestà genitoriale a Moustafa Alashri, il 42enne di origine egiziana, accusato di omicidio volontario della moglie Anastasiia, 23 anni, profuga Ucraina, con cui si era stabilito a Fano lo scorso marzo. La decisione mette un punto pesante sulle pretese del padre del figlio di 2 anni, oggi in affidamento temporaneo al deputato Mirco Carloni (Anastasiia lavorava nel ristorante della sorella, Martina), e contestualmente fissa «degli accertamenti sulla nonna del bambino (la mamma di Anastasiia, la signora Elina, ndr) - spiega l’avvocato Roberta Giuliacci - al fine di poter valutare compiutamente l’unica istanza di affidamento definitivo presentata: quella della nonna». 



Il bimbo con la famiglia


«Non ci sono ancora date: nei prossimi giorni la signora sarà sentita dal Tribunale dei minori -. Intanto continua la frequentazione di nonna e zia con il bambino - spiega l’avvocato -. Sia in casa di Carloni che, da sole, in una abitazione messa a disposizione dal Comune di Fano, da venerdì fino ad oggi (ieri, ndr)». 

Confermato, fino a quando non sarà presa una decisione, anche l’affidamento temporaneo concordato dai Servizi sociali con il Tribunale dei Minori. «Il bambino con la nonna e la zia parla in ucraino - racconta l’avvocato -. Per lui la nonna è una figura vicina: viveva con loro prima di partire dall’Ucraina e, in estate, la signora era stata a Fano per circa tre mesi. In più, spesso, la madre effettuava delle videochiamate». 
La nonna vorrebbe tornare in Ucraina «ma per ottenere l’affido e il ricongiungimento familiare è disposta anche a restare con lui in Italia». Mustafa Alashri, che attualmente si trova in carcere a Pesaro in base all’ordinanza del Gip di Bologna che ha convalidato il fermo eseguito domenica 13 novembre (sia il primo per maltrattamenti che il secondo per omicidio volontario), nonostante la sua posizione potrebbe comunque fare ricorso dopo essersi opposto, martedì scorso, all’affidamento. 
 

C’è il nullaosta per salma


Nella giornata di ieri è arrivato il nullaosta per l’espatrio della salma di Anastasiia. Nella porzione di Ucraina più tranquilla, a Užhorod, città di provenienza della famiglia al confine tra Slovacchia e Ungheria, Anastasiia è attesa da amici e parenti tra i quali il padre, guardia giurata. La famiglia è cristiana cattolica e non ortodossa: sarà quindi officiato un funerale anche se, vista la presenza in Italia di madre e sorella, non è ancora stata stabilita con esattezza una data. 
 

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