Anastasiia, il figlio è già con la nonna. L'esito dell'autopsia, per le decine di coltellate, incompatibile con la difesa del marito

Anastasiia: l'esito dell'autopsia, per le decine di coltellate, incompatibile con la difesa del marito. Il figlio è già con la nonna. Nelle foto la vittima e la madre Elina
Anastasiia: l'esito dell'autopsia, per le decine di coltellate, incompatibile con la difesa del marito. Il figlio è già con la nonna. Nelle foto la vittima e la madre Elina
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Lunedì 28 Novembre 2022, 03:30 - Ultimo aggiornamento: 15:15

FANO - Con la nonna ha già ritrovato oltre alla lingua le tradizioni e i sapori del suo Paese. Il figlio di Anastasiia Alashrj ha cominciato a sperimentare una relazione familiare e domestica con la signora Elina, la mamma dell’ucraina 23enne rimasta vittima dell’ennesimo femminicidio per mano del marito egiziano, dal quale si stava separando e che aveva denunciato per maltrattamenti.

In attesa della decisione del Tribunale per i minori, prevista in questi giorni, il bimbo di 2 anni è stato dato provvisoriamente in custodia alla donna 50enne arrivata a Fano dalla città ucraina di Uzhorod dopo l’omicidio della figlia. La nonna Elina ha chiesto all’autorità giudiziaria l’affido definitivo del piccolo con la revoca della patria potestà del padre 42enne, in carcere con l’accusa di aver ammazzato a coltellate Anastasiia.

Donna forte e amorevole

Una custodia garantita dai servizi sociali del Comune di Fano con il consenso della famiglia di Mirco Carloni, il deputato fanese, proprietario con la sorella del ristorante in cui la giovane profuga lavorava come cameriera, che dopo il delitto si è fatto carico, insieme alla moglie e con l’avallo delle autorità competenti, del bambino rimasto improvvisamente solo.

Anche nella relazione con la famiglia Carloni, la nonna, che è molto religiosa e in Ucraina gestisce un negozio di vestiti tradizionali, si è dimostrata una donna amorevole e molto forte, circondando di affetto e premure il piccolo, tanto che si è ritenuto opportuno affidarglielo per giornate intere affinché si abitui alla nuova dimensione familiare, valutata come la migliore per il suo futuro anche dai coniugi Carloni. Così, la nonna ha portato il bambino con sé nell’alloggio che ha in uso in una zona centrale di Fano, dove gli ha fatto trovare dei giocattoli e gli ha preparato il gulasch. Prima del rimpatrio della salma di Anastasiia, è atteso l’arrivo anche del nonno, che a Uzhorod è una guardia giurata. 

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Nel frattempo si è aggravata la posizione del marito della vittima, Amrallah Mustafa Alashrj, per quanto è possibile in un quadro accusatorio già molto severo, all’esito dell’autopsia che ha rilevato decine di coltellate sferrate con furia su Anastasiia.

Non c'è stata violenza sessuale

Evidenze incompatibili con la versione accreditata dall’uomo di una ferita mortale non intenzionale per la difesa da un’aggressione della donna. Sul corpo non sarebbero stati trovati segni di violenza sessuale. Resta da chiarire la dinamica del litigio da cui sarebbe scaturito il delitto. Indicazioni sono attese dai riscontri sulla compatibilità delle ferite con il coltello da cucina e con il taglierino rinvenuti in via Del Fiume insieme ai vestiti della donna abbandonati dal marito, che si era disfatto in un campo di Belgatto del cadavere chiuso dentro una valigia.

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