Fusione, il vicepresidente di Aset: «Sgonfiano l'azienda, ai Comuni danno i soldi già loro ed Hera compra meno azioni»

Sabato 29 Gennaio 2022 di Lorenzo Furlani
Il vicepersidente di Aset, Vincenzo Galasso

FANO - Il sospetto di una trattativa, o comunque di un’interlocuzione, segreta sviluppata negli ultimi anni sull’aggregazione tra Aset e Marche Multiservizi, il vicepresidente dell’azienda fanese dei servizi, Vincenzo Galasso, non lo nega.

 

Questi i fatti accertati: lo studio sull’operazione del settembre 2019 del gruppo Hera arrivato informalmente all’amministrazione comunale e mai messo agli atti, rimanendo sconosciuto nei suoi contenuti quasi per tutti fino a pochi giorni fa; l’incontro nell’ottobre 2020 nel Municipio di Fano dell’ad e del presidente di Mms che volevano parlare di fusione con la documentazione relativa, mai però mostrata perché fu loro obiettato dall’amministratore contrario all’operazione che sindaco e assessori non avevano il mandato del consiglio comunale a discutere il tema; la dichiarazione nel dibattito consiliare dell’8 aprile 2021 sulla proprietà pubblica di Aset del consigliere comunale Nicolelli, favorevole alla fusione, sul 20% di azioni di Mms che Fano acquisirebbe, più alto del 12% che risulta dallo studio di 20 mesi prima, guarda caso dopo che era stata fatta da Aset una significativa rivalutazione del patrimonio.

«Una condivisione deve esserci stata»
Il vicepresidente di Aset è un affermato commercialista e di conti se ne intende. «Il sospetto nasce spontaneo - afferma Vincenzo Galasso -, una società non fa a senso unico certe cose, qualche condivisione ci deve essere stata, dei tavoli non so a che livello, non so chi vi abbia partecipato e per conto di chi, diciamo che qualcuno era più informato di altri».

Sua la fibrillazione alla lettura sul Corriere Adriatico delle linee e delle cifre dell’aggregazione datate 2019. «A me non è stato consegnato niente - sottolinea il vicepresidente di Aset -, mi chiedo se lo studio sia un mero esercizio contabile, fatto prendendo i bilanci pubblici, oppure se sia stata svolta un’analisi reale dei valori in campo, per la quale occorrono informazioni aziendali non desumibili dai bilanci, dati sensibili che non possono essere divulgati. Questa è una domanda che mi permetterò di fare al mio consiglio di amministrazione perché onestamente anche a me viene il dubbio che qualcuno abbia fornito questi dati».

Il dividendo straordinario di 10 milioni di euro
Nel merito tecnico dell’operazione, sul dividendo straordinario di 10 milioni di euro che verrebbe distribuito ai Comuni soci attingendo dalle riserve di capitale di Aset prima del conferimento del ramo di azienda in Marche Multiservizi, l’analisi è chiara: «Ai Comuni così si danno i soldi che sono già loro allo scopo di sgonfiare Aset affinché non abbia un rapporto di cambio più alto, così Hera deve comprare meno azioni per tornare al 45% in Mms». 

«Ora non perdiamo la faccia»
Sulla scelta futura Galasso se la cava con una battuta: «Dopo aver perso la faccia con Mms (per la scelta ritardata sul biodigestore, ndr), non perdiamo la faccia anche con quelli che hanno risposto alla manifestazione di interesse per il biodigestore. La scelta del consiglio comunale è stata unanime. Bisogna trovare un partner strategico. Alle fusioni a freddo non credo, perché poi se va male separarsi è più difficile che divorziare da una moglie».

«L’esigenza - precisa il vicepresidente di Aset - è quella di avere un partner forte. Mi sento di condividere l’affermazione del dirigente comunale Celani in commissione di controllo secondo cui per partecipare alle prossime gare dei servizi è di garanzia un partner che abbia un fatturato almeno di un miliardo di euro. Se ci uniamo a Mms mettiamo insieme due debolezze. E se le gare provinciali europee poi le perdiamo, cosa ci rimane?»

 

 

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