Un anno di governo Acquaroli nelle Marche, dal Pnrr ai dipartimenti, dal sisma al Covid: «Ecco il nostro cambio di passo»

Martedì 19 Ottobre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Un anno di governo Acquaroli nelle Marche, dal Pnrr ai dipartimenti, dal sisma al Covid: «Ecco il nostro cambio di passo»

ANCONA - Un anno di governo in 31 slides e 22 punti strategici con i dettagli dei progetti e dei fondi messi a disposizione. La fotografia dei primi dodici mesi della giunta di centrodestra - guidata dal presidente Francesco Acquaroli - viene proiettata nella sala Raffaello e racconta quello che è rimasto dietro le quinte, offuscato dall’emergenza pandemica e dalle ondate di contagi che hanno messo in ginocchio le Marche, ma anche dalla campagna vaccinale che ormai ha raggiunto l’84% delle persone immunizzate contro il Covid

 

 

 
La situazione
«È stato un anno difficile ma anche entusiasmante per le sfide che abbiamo dovuto raccogliere», ha sottolineato il governatore alla presenza di tutti gli assessori: Mirco Carloni, Stefano Aguzzi, Francesco Baldelli, Guido Castelli, Giorgia Latini, Filippo Saltamartini. E così dicendo ricorda tutta la parte dedicata alla velocizzazione della Ricostruzione post sisma, al sostegno delle imprese e del turismo nel difficile momento delle chiusure per il rilancio economico, alla pianificazione dei lavori pubblici e delle infrastrutture per far uscire le Marche dall’isolamento. «Ovviamente si può fare sempre meglio, ma questa giunta è soddisfatta dei risultati raggiunti perché le azioni messe in campo hanno comunque garantito una tenuta sociale, dando risposta alle categorie più fragili, e costituiscono la base da cui il futuro delle Marche può prendere forma».


Le riforme
Acquaroli è partito dall’ultima riforma, quella che ha sostanzialmente rivisto e corretto la macchina regionale, trasformando i 12 servizi in 6 dipartimenti. Una razionalizzazione che - nelle intenzioni del governo di centrodestra - dovrebbe velocizzare la risposta del Palazzo e rendere più efficiente l’organizzazione degli uffici. Poi si è messo mano sulla nuova programmazione dei fondi europei 21-27, una partita da 1,102 miliardi di euro e contestualmente si è votata la trasformazione della Svim a Svem, ossia l’agenzia per lo Sviluppo Europa Marche. «Sul turismo è stato avviato un percorso importante, avviato con la decisione di chiamare il ct della Nazionale di calcio Roberto Mancini, come testimonial e ormai anche partner a tutti gli effetti». E sul filo delle eccellenze da valorizzare, Acquaroli tiene il punto su agricoltura, artigianato, manifattura, cultura. «Settori strategici, che debbono trattenere qui i nostri giovani e fermare lo spopolamento delle aree interne».


Le nuove norme
Non è un caso che la giunta regionale di recente abbia approvato la legge sulla rigenerazione urbana, oppure che abbia avviato il lavoro sulla nuova legge urbanistica, stanziando anche 26,9 milioni per gli interventi a difesa della costa e 64,8 milioni per la mitigazione del rischio idrogeologico. E di slide in slide, Acquaroli si toglie anche qualche sassolino dalla scarpa. Per esempio sul Pnrr: «L’opportunità che abbiamo con le risorse del Pnrr è enorme, ma è essenziale un maggior coinvolgimento delle Regioni nelle scelte cruciali per il futuro. Il nostro ruolo non può essere solo formale, da passacarte, ma con possibilità di intervento su linee strategiche. Ritengo che debba essere l’occasione per un grande investimento sulle infrastrutture». Citate ad esempio le zone terremotate, dove è fondamentale la necessità di opere viarie ancora rimaste al palo. In testa le azioni messe in campo per contrastare la pandemia da Covid con il potenziamento delle Usca e l’aumento dei posti letto in terapia intensiva (da 115 a 237), assieme al primo screening di massa gratuito: quindi l’attivazione dei Covid hotel e l’approvazione del Protocollo per le cure domiciliari. E l’elenco continua con l’avvio del tavolo tecnico per la terza corsia A14 e il monitoraggio delle opere autostradali, lo sblocco dei cantieri per la banda ultralarga, la creazione del distretto biologico più grande d’Europa, la legge sull’enoturismo e la velocizzazione del 50% dei pagamenti alle imprese agricole, il rafforzamento delle filiere strategiche.


Gli scenari
E se un anno è passato, alla giunta Acquaroli ne restano altri quattro e non saranno proprio una passeggiata di salute: «Ma immagino questa Regione più consapevole delle sue potenzialità, più dialogante, tra nord e sud e est e ovest, quindi più compatta nel perseguire un progetto, una visione. E anche più orgogliosa di quello che noi siamo, l’orgoglio di chi sa che ha qualità e non le deve tenere per se stesso, ma condividerle e fare squadra».

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