La carica dei candidati Pd: «Modello Marche? La giunta è un fallimento»

La carica dei candidati Pd: «Modello Marche? La giunta è un fallimento»
La carica dei candidati Pd: «Modello Marche? La giunta è un fallimento»
di Martina Marinangeli
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Venerdì 26 Agosto 2022, 08:16 - Ultimo aggiornamento: 16:59

ANCONA - Modello Marche? «Ma anche no». L’eco delle parole della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni - che martedì dal palco di Ancona ha elogiato la giunta Acquaroli portandola come esempio di buon governo del centrodestra - rimbomba ancora nel territorio. Tanto che ieri il Partito democratico, presentando la squadra di candidati alle elezioni Politiche del 25 settembre, è ripartito proprio da quel passaggio del comizio per attaccare il principale avversario di questa tornata. 

L’attacco

«Ma quale modello. Questa giunta è un fallimento su ogni fronte», il refrain che passa di bocca in bocca tra i 10 aspiranti parlamentari presenti ieri alla conferenza organizzata ad Ancona. Appuntamento dove si è fatta notare l’assenza della deputata uscente Alessia Morani, protagonista della polemica post ferragostana sul collegio di Pesaro alla Camera (prima rifiutato, poi accettato e infine perso definitivamente in favore di +Europa) e finita al terzo posto nel listino della Camera, dunque in posizione non eleggibile. «È in vacanza, nessuna ragione polemica dietro alla sua assenza», si affrettano a precisare gli altri esponenti dem. Che anzi puntano l’accento sulla ritrovata armonia. Per dovere di cronaca, va detto che ieri mancavano all’appello anche il vicesindaco di Pesaro Daniele Vimini (terzo il lista nel plurinominale del Senato) ed il socialista Antonio Gitto (quarto nel listino della Camera), anche queste candidature di servizio. Ad aprire le danze degli interventi ci pensa il commissario regionale Alberto Losacco, capolista nel proporzionale al Senato, che parla di una «squadra di grandi personalità intenzionata a non mollare in nessun collegio». Pensiero condiviso dal sindacalista Marco Bentivogli (schierato nel collegio Marche nord al Senato) che punta di nuovo il mirino contro Palazzo Raffaello. «Che le cose non stiano funzionando lo dimostra la vagonata di assessori in partenza per Roma. Se tutto stesse andando bene, rimarrebbero qui a presidiare i risultati ottenuti». Amplia il ragionamento il consigliere regionale dem ed ex presidente dell’assemblea legislativa Antonio Mastrovincenzo, in corsa nel collegio uninominale di Ancona alla Camera: «Nelle Marche è peggiorato tutto. Dalla sanità al lavoro, fino alla ricostruzione post sisma». Ma la stoccata arriva anche su un tema «caro alla destra, ovvero la sicurezza: ci si riempiono la bocca, ma sono sempre cadute nel vuoto le nostre interrogazioni e mozioni per potenziare la Questura di Ancona». Tocca poi alla capolista nel proporzionale alla Camera Irene Manzi, che pone l’accento sullo sviluppo sostenibile e la piena parità uomo-donna, «un modello che possiamo rivendicare, non quello dove l’uomo dispone e la donna ubbidisce».

I nomi

Secondo dietro di lei nel listino, l’ex sindaco di Force Augusto Curti, che si dice preoccupato per l’eventualità che «al governo nazionale possa arrivare il modello Marche». L’elenco degli interventi è poi proseguito con quelli della sindaca di Monterubbiano Meri Marziali (candidata all’uninominale Ascoli-Fermo alla Camera ), l’ex rettore dell’Università di Camerino Fulvio Esposito (Macerata), l’ex presidente della Cia Mirella Gattari (Marche sud al Senato), la segretaria della federazione dem di Pesaro Rosetta Fulvi (seconda nel plurinominale del Senato) ed il coordinatore della segreteria nazionale di +Europa Giordano Masini (uninominale di Pesaro) che, arrivato in ritardo, ironizza: «Da paracadutato, ho fatto un volo più lungo del previsto».

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