Marche, su 4mila nuovi positivi i sintomatici sono 800 e più casi tra i bimbi (383). In terapia intensiva il 71% dei ricoverati non ha la vaccinazione

Domenica 21 Novembre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
La campagna vaccinale ha abbassato l'aggressività del virus

ANCONA - Dal primo novembre a ieri sono stati 4.071 i casi positivi al Covid accertati nelle Marche: un numero però che va letto anche alla luce della campagna vaccinale che in queste settimane sta ricominciando il percorso a ritroso con le terze dosi di rinforzo. E dal generale si arriva al particolare che può fare la differenza nell’analisi dei dati di questa quarta ondata pandemica: degli oltre quattromila contagiati, infatti, sono 808 i sintomatici, ovvero un quinto del totale.

 

 

Tutti gli altri affrontano il virus senza particolari difficoltà e «soprattutto senza correre il rischio di finire in rianimazione», sottolinea l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini. 


L’analisi dei contagi
Numeri alla mano: ieri in Rianimazione erano ricoverati 20 pazienti, uno in meno di due giorni fa, su 89 pazienti seguiti nelle strutture ospedaliere della regione. Undici i dimessi e 26 i malati nei reparti semi intensivi. Due le vittime: un 70enne di Monte Urano e un 89enne di Serra de’ Conti, entrambi con patologie pregresse.

Una fotografia diversa da quella dello scorso anno, quando i numeri erano da piena emergenza e i contagi giornalieri arrivavano a superare anche i 700 casi (ieri 283). In terapia intensiva l’occupazione dei posti letto con malati Covid è all’8,4% (la soglia da non superare è il 10%) ed il 71,4% dei pazienti è no vax, mentre in area medica non ha effettuato la somministrazione antivirus il 58,9% dei ricoverati.

Ma l’andamento della pandemia prende strade differenti in questo ultimo scorcio del 2021 e il virus va ad annidarsi nelle fasce dove ancora il siero anti Covid non è arrivato, dove ha lasciato parte della popolazione scoperta oppure dove sta allentandosi la protezione dopo sei mesi dalla profilassi. Infatti i positivi hanno per lo più un’età tra i 25 ed i 49 anni (quasi 2mila) e oltre 300 sono nella fascia tra i 6 ed i 10 anni.


L’età si abbassa
Qui entra in campo il dibattito sulla necessità di sottoporre a profilassi i bimbi tra i 5 e gli 11 anni, visto che adesso sembrano essere particolarmente attaccabili dal coronavirus nella forma più contagiosa della variante Delta e Delta plus. Praticamente la metà i contagi tra gli 11 ed i 13 anni (187) e tra 19 e 24 anni (176), mentre crescono i casi nelle fasce di età tra 70-79enni (308) e tra 60 e 69 anni (434). «I dati sono esplicativi - sottolinea Saltamartini - occorre accelerare con le terze dosi per i marchigiani che hanno effettuato tra i primi il percorso vaccinale».

Dei 4mila casi registrati in venti giorni 1.024 riguardano contagi da contatti stretti e 1.205 da contatti domestici: in provincia di Ancona sono stati registrati 1.137 infetti, nel Pesarese 922, in provincia di Macerata 643, in quella di Ascoli 597 e nel Fermano 593. In un quadro simile si inserisce il confronto sul futuro del Green pass che molti governatori vorrebbero particolarmente rigido per chi ancora non si è vaccinato: diversa la posizione del presidente delle Marche, Francesco Acquaroli, che invece ci va cauto.

«La spinta psicologica del Green Pass è esaurita - ha dichiarato nelle scorse ore - e penso che più di questo, non darà. Ma il muro contro muro non mi convince. Al contrario, serve condivisione. Perché la pandemia non è affatto sconfitta». Così martedì si presenterà alla conferenza Stato-Regioni, con il Governo propenso a limitare la validità del certificato ottenuto con i tamponi solo per l’accesso al lavoro o ai servizi essenziali, esclusi dunque i luoghi di ritrovo, aggregazione e socialità, come cinema, ristoranti o stadi. Le restrizioni avrebbero comunque effetto solo in caso di cambio dei colori delle regioni, che al momento però non sono all’orizzonte anche se l’incidenza sta crescendo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA