Asili nido: nelle Marche entra solo un bambino su quattro. E in 28mila restano senza servizio

Asili nido: nelle Marche entra solo un bambino su quattro. E in 28mila restano senza servizio
Asili nido: nelle Marche entra solo un bambino su quattro. E in 28mila restano senza servizio
di Maria Teresa Bianciardi
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Sabato 2 Novembre 2019, 11:17

ANCONA - C’è posto per un bambino su quattro nei 311 asili nido delle Marche, con una spesa media di 297 euro al mese per le famiglie e un costo totale di 5.879 euro all’anno per ogni iscritto. Ma la radiografia delle strutture dedicate ai bimbi dagli 0 ai 36 mesi descrivono un servizio fanalino di coda rispetto alle altre regioni del centro Italia (Emilia Romagna, Toscana e Umbria) ma con un’alta compartecipazione alle spese richiesta alle famiglie pari al 25,9% del contributo totale. Solo il Veneto supera questa percentuale (26,2) mentre la media italiana è del 19,4%.

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Il dossier a cura dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva uscito da qualche giorno ha analizzato a 360 gradi tutta la situazione degli asili nido comunali e le conclusioni finali non sono confortanti: «Le famiglie italiane - si legge nel rapporto - sono fortemente in difficoltà ed hanno sempre meno risorse materiali e immateriali per continuare a svolgere un importantissimo ruolo per lo sviluppo armonico della società». Le conseguenze dirette: si fanno sempre meno figli ed aumentano disoccupazione femminile e povertà infantile. 

Le agevolazioni
Un quadro sconfortante, nonostante la Regione abbia stabilito alcune agevolazioni, come i voucher per l’acquisizione dei servizi socio educativi destinati alle famiglie con minori a carico che sono garantiti dai fondi europei Por 2014-2019. «A livello nazionale - spiegano gli esperti di Cittadinanzattiva - , nell’ambito degli interventi normativi a sostegno del reddito delle famiglie, ai figli nati dal 1° gennaio 2016 spetta un contributo per il pagamento di rette per la frequenza di asili nido pubblici e privati e di forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di 3 anni affetti da gravi patologie croniche. L’importo del buono è di 1.500 euro su base annua per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021. Il premio è corrisposto direttamente dall’Inps su domanda del genitore». 

I servizi

Se la media della retta mensile è di 297 euro, è Ascoli la città in cui si paga di più: 318 euro contro i 311 di Ancona e di Pesaro, i 300 di Fermo, i 293 di Urbino e i 252 di Macerata. I capoluoghi di provincia marchigiani non rientrano nelle 10 città più costose e neanche tra le 10 più economiche, ma la posizione intermedia conquistata non garantisce l’accessibilità al servizio: quasi 28mila bambini restano fuori dalle strutture pubbliche (169) e private (142). 

La disponibilità
A disposizione in tutto ci sono 8.796 posti - 5.568 pubblici e 3.228 privati - con una percentuale di copertura del 24,4%. Ma se in Italia la media è del 21,7%, nelle regioni del centro le Marche si piazzano all’ultimo posto: la copertura in Umbria è infatti del 34%, in Emilia Romagna del 33% e in Toscana del 31%. «Dall’analisi emerge che la spesa media mensile per la famiglia tipo individuata è di 303 euro con una variazione in aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente».

I costi
La regione in cui si registra la spesa media mensile più bassa è il Molise (dove però si rileva l’assenza del servizio nella città di Isernia), mentre sono le famiglie del Trentino Alto Adige a dover sostenere quella più alta. «Aumenti delle rette hanno interessato prevalentemente le regioni del Sud Italia: Abruzzo, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Al contrario, le principali variazioni in diminuzione si collocano nelle regioni del Nord: Liguria e Piemonte». Le Marche restano pressoché stabili rispetto al 2018: la spesa media è rimasta invariata.

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