Spacca: "La crisi morde
Continua la resistenza"

Martedì 10 Dicembre 2013

SAN BENEDETTO - La crisi morde ancora e nonostante il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni abbia annunciato che la recessione si è fermata, "gli effetti della crisi non si risolveranno", per questo "continuerà il nostro impegno di resistenza".

Il presidente della Regione Gian Mario Spacca non minimizza la gravità della crisi, e a San Benedetto, dove è stata celebrata la Giornata delle Marche, annuncia che anche nel 2014 la Regione continuerà a concentrarsi sulle politiche sociali "per difendere tutti coloro che sono in condizioni di fragilità".

"Stiamo vivendo - osserva Spacca - una cosa che nella nostra storia non c'è mai stata. Non era mai successo che per 4 anni consecutivi si perdesse ricchezza. Abbiamo registrato, in Italia, 8 punti di perdita del Pil negli ultimi 4 anni, questo significa che le opportunità si riducono per tutti; per quelli che già erano a livelli di sopportazione questa riduzione delle possibilità diventa un inaccettabile confronto con la quotidianità".

Poi, commentando la classifica regionale di "resistenza" alla crisi a cura del Centro studi Sintesi per il Sole 24 Ore, in cui le Marche figurano al terzo posto tra le regioni italiane, dopo Trentino Alto Adige e Liguria, sottolinea: "Questo è un indicatore che testimonia quanto grande sia stato lo sforzo della Regione per tenere la coesione della nostra comunità. Stiamo parlando di un miliardo di euro di misure di protezione di cui hanno beneficiato 100mila lavoratori, di 140mila ticket sanitari da cui sono stati esentati i lavoratori che hanno perso il lavoro, di 250 milioni di capacità di spesa che la Regione Marche ha trasferito agli enti locali per praticare politiche sociali e quindi compensare i tagli che il Governo nazionale ha fatto in questa materia. Un grandissimo sforzo che dovremo rinnovare anche nel 2014".

Ma quello che più preoccupa, è la "crisi di vitalità". "La coesione - dice Spacca - la dobbiamo scoprire in noi stessi, perchè la recessione morde molto fortemente la carne dei cittadini e molto spesso le difficoltà portano a esasperare i toni. È chiaro che dobbiamo trovare tutti noi, nello spirito di comunità, la forza per reagire. Questo sarà lo sforzo da fare.

Non a caso questa Giornata delle Marche è dedicata al capitale umano, ovvero alla forza morale della persona, delle famiglie della nostra regione e anche delle istituzioni che devono recuperare generosità, coraggio, determinazione". "Non ci si deve rassegnare - insiste - ma dobbiamo recuperare soprattutto vitalità, il principale indicatore che ci preoccupa in questo momento".

"Il 2014 sarà un anno difficilissimo per il bilancio regionale, ma esiste una priorità su tutte: assicurare coesione della comunità. Per questo non sottrarremo risorse alle politiche sociali, alla salute e alla mobilità nonostante i pesanti tagli delle risorse nazionali. Questa la scelta del governo regionale e del consiglio regionale. Significherà tagliare il resto, ci saranno meno risorse per tutti a partire dalle istituzioni, con tagli consistenti alle indennità dei consiglieri regionali. Non dobbiamo avere paura del cambiamento - conclude Spacca - ma saperlo conquistare".

La cerimonia si è aperta con la proiezione del filmato "L'ambizione del classico. Le Marche e i grandi marchigiani", a cura di Giorgio Mangani, prodotto dalla Fondazione Marche Cinema Multimedia. Dopo il saluto di benvenuto del sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari e l'intervento di Spacca, l'evento è proseguito con la consegna dei tradizionali riconoscimenti legati alla Giornata delle Marche: il Picchio d'oro alla memoria di Carlo Urbani a dieci anni dalla sua scomparsa, ritirato dalla mamma Maria Concetta e dalla moglie Giuliana, applauditissime, e il premio del presidente della Regione Marche al marittimo sambenedettese Tommaso Palestini, 43 anni in mare.

Toccante il saluto della mamma di Urbani ai giovani: "Carlo diceva: 'ho fatto dei miei sogni la mia vita e il mio lavoro'. Lui ha cominciato presto a sognare. Nato in un piccolo paese, si guardava intorno. Sognare significa appagare se stessi. L'augurio affettuoso che faccio a tutta la gioventù è di imparare a sognare nel proprio ambiente, in famiglia, nella scuola, guardando con orizzonti sempre più vasti. In voi è la vostra speranza".

La seconda parte delle celebrazioni si è aperta con il ricordo di Jimmy Fontana, presente il figlio Luigi Sbriccoli, per concludersi con l'esecuzione dell'Inno delle Marche di Giovanni Allevi con testo di Giacomo Greganti (sul palco anche il presidente della commissione giudicatrice Giulio Repetti, Mogol) e una versione pop dell'Inno delle Marche affidata ai B-Twin, i giovani ma già affermati fratelli gemelli Eraldo e Giuseppe Di Stefano. La prossima Giornata delle Marche si terrà a Fabriano.

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 16:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA