La provincia di Ancona in lockdown per 72 ore. Acquaroli: «Poi il nuovo Dpcm». Chiusi negozi, ristoranti e bar. Macerata osservata speciale

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Maria Teresa Bianciardi
La provincia di Ancona in lockdown per 72 ore. Acquaroli: «Poi il nuovo Dpcm». Chiusi negozi, ristoranti e bar. Macerata osservata speciale

ANCONA La provincia di Ancona in zona rossa da oggi a venerdì, quella di Macerata ancora no (ma è comunque osservata speciale per il progressivo aumentare dei contagi). Sembra di essere tornati esattamente a un anno fa, quando tutto il Pesarese finì blindato per l’esplosione del Coronavirus: era l’8 marzo, ma in quel caso il provvedimento proseguì fino al 3 aprile.

 

 

 

 

Ieri la Regione ha deciso la massima stretta per il territorio dorico per sole 72 ore e la scelta è stata motivata dal governatore Francesco Acquaroli in un post pubblicato su Facebook poco dopo le 17.30 di ieri: «L’ordinanza sarà valida fino al giorno di scadenza dell’attuale Dpcm ancora in vigore, e cioè venerdì - ha sottolineato il presidente - per il periodo successivo emaneremo un nuovo provvedimento, non appena sarà noto il testo definitivo del nuovo Dpcm che entrerà in vigore da sabato». 


La scelta
Dunque un giro di vite in attesa del premier Draghi ma anche dei dati che saranno pubblicati proprio venerdì dalla cabina di regia del ministero della Sanità, che dovranno certificare i passaggi delle regioni ad eventuali nuove zone più restrittive. Una situazione di piena pandemia che questa volta ha particolarmente toccato la provincia di Ancona, da settimane al centro di provvedimenti regionali e dei sindaci per cercare di arginare i contagi che dilagano. «La situazione è in continuo divenire - ha sottolineato il governatore Acquaroli - ed è monitorata costantemente e l’analisi settimanale dei dati ha evidenziato la necessità di intervenire con un ulteriore provvedimento sulla provincia di Ancona. Restano sempre attenzionati tutti gli altri territori con particolare riguardo all’andamento epidemiologico in crescita sulla provincia di Macerata». Dopo le microzone arancioni per 20 Comuni e dopo il divieto di spostamento dall’intera provincia (con tutte le Marche da lunedì entrate in zona arancione per decisione del governo), ieri l’ordinanza che ha disposto la zona rossa in tutto il territorio dorico.


Le nuove regole
Un lockdown con alcune eccezioni, visto che i negozi saranno chiusi - tranne alimentari e beni di prima necessità - ma resteranno per esempio aperti parrucchieri e barbieri: i centri estetici dovranno disdire tutti gli appuntamenti non essendo contemplati fra le attività che possono continuare a lavorare. Continua l’asporto e la consegna a domicilio per bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie: il primo fino alle 22 (per i bar senza cucina fino alle 18), la seconda senza limite d’orario. Una decisa stretta è quella per gli spostamenti: vietato muoversi in entrata e in uscita dalla provincia di Ancona se non per motivi di lavoro, necessità ed urgenza (con autocertificazione). Nei Comuni fino a 5mila abitanti lo spostamento è contemplato fino ad un raggio di 30 km ma non per raggiungere il capoluogo di provincia. Per le scuole invece vale l’ordinanza della Regione che ha chiuso le superiori, la seconda e la terza media e i provvedimenti dei sindaci, validi comune per comune.


La situazione
«È un momento drammatico», ha sottolineato ieri l’assessore regionale al Bilancio delle Marche Guido Castelli, durante il consiglio regionale dove pesavano le assenze del governatore e dell’assessore alla Sanità, Filippo Saltamartini, impegnati in una serie di consultazioni con le associazioni di categorie e successivamente con i sindaci del territorio. «Stiamo lavorando per assumere una responsabilità molto importante - ha spiegato ancora Castelli - perché la zona rossa determina una serie di conseguenze, su cui è bene raccogliere la condivisione e la valutazione di tutte le parti in causa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA