Superiori, Acquaroli ha firmato: da lunedì si inizia con il 50% in aula. Vaccini per il personale, patto con le famiglie e controlli fermate bus

Giovedì 21 Gennaio 2021 di Martina Marinangeli
Superiori, Acquaroli ha firmato: da lunedì si inizia con il 50% in aula. Vaccini per il personale, patto con le famiglie e controlli fermate bus

ANCONA Da lunedì, le scuole superiori delle Marche ripartiranno con il 50% degli studenti in presenza. A renderlo ufficiale, il governatore Francesco Acquaroli, che ieri ha firmato un’ordinanza con la quale detta la nuova tabella di marcia, raccomandando che «la percentuale sia calcolata in base al numero degli alunni delle singole classi e non soltanto dell’intero istituto scolastico». Viene dunque revocata l’ordinanza del 5 gennaio che prorogava fino alla fine del mese la didattica a distanza al 100% nelle secondarie di secondo grado. 

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Gli indici di contagio
Un cambio di passo, che anticipa il rientro di una settimana, permesso anche da una stabilizzazione negli indici del contagio: come si legge nel documento, Rt a 0,97, incidenza di nuovi casi pari a 3296, e 58 sintomatici nella settimana tra l’11 ed il 17 gennaio. Se i numeri dovessero iniziare a raccontare una storia diversa e meno positiva, non è esclusa un’ulteriore inversione a U. La concertazione sul tema caldo degli ultimi giorni era stata raggiunta ieri mattina nel corso del Tavolo di confronto permanente con le parti sociali convocato in videoconferenza dall’Ufficio scolastico regionale, a cui hanno preso parte gli assessori all’Istruzione Giorgia Latini ed ai Trasporti Guido Castelli. Tavolo preceduto da un altro incentrato sul tpl a servizio delle scuole. Alla fine della maratona, la chiave di volta per permettere agli studenti di tornare sui banchi è stata trovata. «Il coro di voci sulla necessità di riprendere la didattica in presenza è stato unanime – fa sapere Paola Martano, segretaria regionale Confsal-Snals – anche perché il rischio della dispersione scolastica sta diventando un vero problema alle superiori. Però oltre al rientro dobbiamo garantire la sicurezza e per questo abbiamo ribadito le nostre richieste: vaccinazioni al personale scolastico, tracciamento, un patto tra scuola e famiglie affinché i ragazzi vengano controllati anche quando non sono in classe, e sorveglianza alle fermate dei bus».

 
L’Anci: lo Stato ci aiuti
Quest’ultimo è stato un punto caldo nel vertice di ieri mattina, con la presidente Anci Marche e sindaca di Ancona Valeria Mancinelli che ha ribadito la necessità di un aiuto da parte dello Stato e della Regione perché i Comuni non hanno sufficienti risorse, umane ed economiche, per garantire capillari controlli alle fermate degli autobus. A bordo dei mezzi, invece, il problema della capienza che tanto rumore aveva fatto durante le vacanze di Natale si è risolto da solo: con un rientro al 50%, non saranno necessari i doppi turni d’ingresso ed uscita dalle scuole ma basteranno alcune corse aggiuntive. 


Il nodo dei trasporti
Per garantire fino alla fine dell’anno i 134 autobus in più – sottolinea però Castelli –, la Regione avrà bisogno di un finanziamento tra i 10 ed i 12 milioni di euro. Ad oggi, lo Stato ne ha assegnati alle Marche appena 6. Quello della sicurezza, del presidio e del monitoraggio dei tragitti è il tema dei temi: auspico che il prossimo Dpcm destini risorse adeguate per questo servizio». Nell’attesa, si riparte. «Il ritardo accumulato – osserva Antonio Spaziano, segretario regionale Uil Scuola – ha penalizzato soprattutto i giovani ai quali dobbiamo risposte. La scuola è pronta a fare la sua parte: aule ed attività sono in grado di garantire il distanziamento dei ragazzi. Le risorse vanno, invece, concentrate sul sistema dei trasporti, sullo screening periodico e sul tracciamento». Temi toccati anche dal gruppo consiliare del Pd, che ha bocciato su tutta la linea l’operato della giunta Acquaroli sulla scuola. «Le decisioni di questa giunta sono dettate dai leader nazionali Matteo Salvini e Giorgia Meloni», la stilettata arrivata, ieri mattina dal capogruppo Maurizio Mangialardi, che ha parlato di «approccio pressapochista e scarso interesse verso il tema. A fronte di uno screening antigenico di massa che ha prodotto scarsi risultati, l’operazione avrebbe potuto essere indirizzata totalmente sul mondo scolastico». Il Pd fa un elenco di proposte - illustrate dal vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Biancani - tra cui la possibilità per le farmacie di fare test antigenici rapidi e l’ipotesi di allestire punti di screening all’interno delle scuole.

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