Spiagge e ristoranti, la guerra delle distanze tra Marche e Inail. Pieroni: «Burocrati, così è impossibile riaprire»/ Scarica i protocolli

Mercoledì 13 Maggio 2020 di Martina Marinangeli
Spiagge e ristoranti, la guerra delle distanze tra Marche e Inail. Pieroni: «Burocrati, così è impossibile riaprire»

ANCONA - Era tutto pronto per il D-day del 18 maggio. Tutto era stato definito nel dettaglio dopo settimane di certosino lavoro di concerto tra palazzo Raffaello, associazioni di categoria, operatori e servizio sanitario regionale per trovare il precario equilibrio tra la ripartenza economica e le misure anti-contagio.

IL PROTOCOLLO INAIL PER I RISTORANTI

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Poi, a 24 ore dalla conferenza di presentazione dei protocolli per la riapertura di varie tipologie di attività, è arrivata la doccia fredda: l’Inail e l’Istituto superiore di sanità hanno pubblicato due documenti tecnici per la fase 2 nei settori della balneazione e della ristorazione che divergono in alcuni punti nevralgici dalle linee guida dettate dalla Regione Marche

IL PROTOCOLLO INAIL PER LE SPIAGGE

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Già questa mattina è previsto un incontro tra il governatore Luca Ceriscioli, l’assessorato al Turismo e quello alle Attività produttive per verificare punto per punto le differenze ed approntare un iter che permetta di salvaguardare il lavoro fatto. La divergenza più ostica in assoluto riguarda il distanziamento tra gli ombrelloni in spiaggia ed ha fatto andare su tutte le furie l’assessore al Turismo Moreno Pieroni: «Questi burocrati che creano continuamente fibrillazioni del sistema economico. Il lavoro fin qui fatto con Comuni, associazioni, operatori e servizio sanità non può e non deve essere messo in discussione perché ha avuto riconoscimento da tutti. Non è pensabile accettare questi protocolli che, nella sostanza, impediranno l’apertura degli stabilimenti e la fruizione del mare».
 
Palazzo Raffaello ha infatti individuato, per garantire la sicurezza, un’area di 10,5 mq ad ombrellone, mentre il protocollo di Inail e Iss raddoppia la cifra, richiedendo 20 mq di area, con 5 metri di distanza minima tra le file degli ombrelloni e 4,5 tra ombrelloni della stessa fila. Inoltre, prevedono 2 metri di distanziamento delle attrezzature rispetto all’ombrellone contiguo, mentre le linee guida regionali dicono che ne basta 1,5. I due protocolli elaborati dal presidente e dal direttore generale Inail Franco Bettoni e Giuseppe Lucibello, e dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, sono stati approvati dal Comitato tecnico scientifico, con lo scopo di «garantire la ripresa delle attività, successiva alla fase di lockdown, assicurando allo stesso tempo la tutela della salute dei lavoratori e dell’utenza». Non è dello stesso avviso l’assessore Pieroni, che si scaglia contro «questi burocrati che creano continuamente fibrillazioni del sistema economico. Il lavoro fin qui fatto con Comuni, associazioni, operatori e servizio sanità non può e non deve essere messo in discussione perché ha avuto riconoscimento da tutti. Non è pensabile accettare questi protocolli che, nella sostanza, impediranno l’apertura degli stabilimenti e la fruizione del mare. Anche le nostre linee – sottolinea – tutelano la salute ma, contemporaneamente, permettono anche ai balneari di non perdere la stagione. Auspichiamo che il governo bocci questi protocolli assurdi e ridicoli e riconosca l’importante lavoro da noi fatto prima della loro pubblicazione».
Il nodo
Peraltro, sul versante balneare, le Marche si erano mosse di concerto con Emilia Romagna ed Abruzzo e, a questo proposito, Pieroni contatterà gli assessori al Turismo delle due regioni per fare fronte comune sulla questione e «tenere la barra a diritta nei confronti del governo. Nella prima bozza del nostro protocollo, elaborata dal gruppo tecnico del servizio igiene pubblica, era stato previsto un distanziamento di 4x5 metri, poi modificato dopo un lavoro certosino per garantire sì la sicurezza, ma anche la ripartenza». Insomma, un bel grattacapo, ora che la via maestra verso le riaperture il 18 maggio sembrava in discesa. Tra le altre indicazioni date da Inail e Iss, la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, percorsi di entrata e uscita differenziati ove possibile, pulizia dei servizi igienici più volte durante la giornata e disinfezione a fine giornata, dopo la chiusura Per le spiagge libere, consigliano di mappare e tracciare il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia). Anche sulla ristorazione ci sono punti di discrepanza, benché meno problematici: stando al protocollo Inail/Iss, ci devono essere 2 metri di distanza tra un tavolo e l’altro, mentre per la Regione ne basta 1. Inoltre, secondo i due istituti nazionali, si deve prevedere uno spazio non inferiore ai 4 mq per ciascun cliente (o, in alternativa, barriere divisorie).

Ultimo aggiornamento: 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA