Acquaroli: scuole, bus, locali, centri commerciali: ecco tutte le nuove regole del presidente. «Un altro lockdown sarebbe disastroso» /Scarica l'ordinanza

Venerdì 23 Ottobre 2020 di Martina Marinangeli

ANCONA La stretta soft della giunta Acquaroli. Sebbene nella giornata di ieri sia stato registrato il record di nuovi positivi al Covid, le Marche non andranno incontro ad una serrata pesante, ma adotteranno misure «per prevenire scenari peggiori».

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La linea la detta il governatore, affiancato dagli assessori Latini (Istruzione), Castelli (Trasporto), Aguzzi (Protezione civile) e Baldelli (Infrastrutture) nella conferenza, ieri, durante la quale ha annunciato le nuove regole che riguarderanno soprattutto scuola, trasporto pubblico locale ed attività economiche: didattica a distanza al 50% nelle ultime tre classi delle superiori (esonerati gli alunni disabili, quelli con Bisogni educativi speciali e chi non ha copertura internet a casa), coefficiente di riempimento al 60% nel trasporto pubblico locale - finora era all’80% -, divieto di consumare cibi e bevande «in forma itinerante» nelle aree comuni dei centri commerciali e, in assembramento, nei luoghi pubblici in prossimità di esercizi. 


Le disposizioni
I provvedimenti sono stati racchiusi in un’ordinanza - sulla quale c’è già l’intesa con il ministero della Salute - operativa da oggi a domenica 15 novembre, fatto salvo per la misura sulla Dad che partirà da domani mattina, così da dare tempo ad istituti e famiglie per organizzarsi, e quella sul trasporto, da attivare quattro giorni (mercoledì) dopo l’avvio della didattica a distanza per valutare, nel frattempo, l’impatto della minore movimentazione di studenti e le relative iniziative da adottare per potenziare numero di mezzi e risorse.


La stretta
«L’evidenza epidemiologica sta crescendo in queste ultime ore – ha tracciato il quadro il governatore –. Nell’ultima settimana, a parte un giorno, il trend è stato fortemente in ascesa, benché il numero degli asintomatici sia nettamente prevalente. Anche tra i sintomatici, il ricorso alle strutture ospedaliere non è elevato. Vogliamo però mettere in campo azioni di prevenzione per rallentare l’andamento epidemiologico: la tutela della salute dei cittadini, la tenuta del sistema sanitario e la sicurezza del territorio sono le nostre priorità, insieme all’evitare i risvolti devastanti che potrebbe avere un nuovo lockdown sulle attività economiche». 


Il nodo
Per quanto riguarda la didattica a distanza, «il problema non è la sicurezza scolastica», ha puntualizzato Acquaroli, quanto il fatto che, «per raggiungere gli istituti, il trasporto pubblico locale non riesce a garantire il distanziamento. Il sovraffollamento degli autobus determina un potenziale rischio di contagio. Abbiamo dunque deciso di consentire la didattica a distanza al 50% per le terze, le quarte e le quinte delle classi superiori (ogni istituto deciderà la formula migliore da adottare per ottemperare alla misura, ndr). Nel frattempo, proveremo a potenziare il tpl, cercando di capire se si riesce a colmare questo gap per poi ritornare, in base all’andamento epidemiologico, alle lezioni in presenza per tutti». 


Non solo mascherina
Nei centri commerciali, sarà consentita una persona ogni 10 metri quadri, si dovrà indossare la mascherina, ci sarà il controllo della temperatura all’ingresso e, nelle aree comuni, non si potranno consumare cibi e bevande, «perché nel farlo ci si toglie la mascherina», ha spiegato il presidente. È vietato il consumo in assembramento di cibi e bevande anche nei luoghi pubblici in prossimità di attività commerciali nell’arco dell’intera giornata. Per bingo e sale giochi è consentita l’apertura dalle 8 alle 21. Rimasto fuori dall’ordinanza, anche per lo sport sono però stati previsti degli aggiustamenti. Nel pomeriggio di ieri è stato raggiunto un accordo con il Coni e la Federazione gioco calcio per l’inizio dei tornei: viene posticipato di tre settimane quello della prima, seconda e terza categoria di calcio, e della C1 e C2 di calcio a cinque. 


La prevenzione
«L’ordinanza – ha tirato le conclusioni il numero uno di palazzo Raffaello – ha lo scopo di prevenire i contagi senza danneggiare le attività. La giunta si è data tre settimane di tempo. In questo arco temporale vedremo se riusciremo a contenere la curva epidemiologica con le azioni messe in campo e nel frattempo riorganizzeremo il trasporto scolastico per consentire poi ai nostri ragazzi, appena la situazione migliorerà, di tornare a scuola in presenza ogni giorno Il nostro appello è all’autodisciplina. Le misure possono diventare più stringenti se la curva non riesce a piegare».

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Ultimo aggiornamento: 11:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA