La Asur di Storti: Appignanesi direttore sanitario pro tempore. E il bando si farà

Martedì 3 Dicembre 2019 di Martina Marinangeli
La nuova direttrice generale Asur Nadia Storti

ANCONA Effetto domino in casa Asur. La staffetta al vertice voluta dal governatore Luca Ceriscioli - che ha visto Nadia Storti subentrare ad Alessandro Marini nel ruolo di direttore generale - implica una serie di nuove nomine (o rinnovi) da espletare tramite bando, attraverso il quale individuare la rosa degli idonei.

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Un obbligo normativo secondo alcuni, un’autoregolamentazione per trasparenza secondo altri, ma in ogni caso un passaggio che si farà - come anticipato dal Corriere Adriatico poco più di 10 giorni fa - e pure a stretto giro di posta, per evitare uno stand by troppo prolungato in caselle fondamentali nell’articolazione dell’Azienda regionale. Il 1° dicembre, al suo primo giorno nella stanza dei bottoni, Storti ha già firmato la determina per il bando per i direttori di Area vasta, di competenza Asur - potrebbe essere pubblicato sul Bur già giovedì - mentre toccherà alla Regione redigere quello per i direttori sanitario (ruolo ricoperto fino al 30 novembre dalla stessa Storti), amministrativo e dell’integrazione socio-sanitaria ai vertici dell’Asur. Sempre nell’ottica di non paralizzare quella che Ceriscioli ha definito «l’azienda ospedaliera più complessa della regione», è stato nominato Remo Appignanesi quale direttore sanitario facente funzione, con decorrenza da ieri, «al fine di dare continuità all’attività istituzionale e garantire la gestione delle attività sanitarie - si legge nelle determina 711 del 1° dicembre - nelle more dell’espletamento della procedura (il bando, ndr) e della nomina del titolare». 

Appignanesi, direttore della Uoc Governo clinico e Gestione del rischio dell’Area vasta 5 di Ascoli Piceno e responsabile dell’area di coordinamento aziendale Liste di attesa, specialistica ambulatoriale e libera professione, traghetterà dunque la direzione sanitaria fino alla fine dell’iter previsto dal bando e lo farà senza alcun corrispettivo economico «per espressa volontà delle parti - prosegue la determina 711 - trattandosi di attività a carattere provvisorio e temporaneo da ricomprendersi nell’ambito del rapporto di lavoro del dipendente». Per quanto concerne i direttori di Area vasta, non dovrebbero esserci scossoni all’orizzonte - la giunta sarebbe incline alla riconferma di tutti e cinque - ma si passa comunque per la selezione degli idonei che potrebbero accedere all’incarico, per seguire la procedura alla lettera. Il manager dell’Av 4 di Fermo, Licio Livini, dopo aver accarezzato l’idea, qualche mese fa, di cedere il passo, pare essere tornato sulle sue posizioni. 

Nomine troppo recenti per essere già rimpiazzate sembrano essere quelle di Cesare Milani alla guida dell’Av 5, arrivata poco più di un anno fa dopo il benservito a Giulietta Capocasa, e di Giovanni Guidi all’Av 2 di Ancona. Quest’ultimo, in particolare, ricopre l’incarico solo dallo scorso giugno, dopo le dimissioni della meteora Milco Coacci (che si era insediato il 23 aprile, salvo poi fare dietrofront il 31 maggio), a sua volta subentrato al dimissionario Maurizio Bevilacqua, oggi direttore generale del comune di Ancona. Alessandro Maccioni era già stato confermato alla guida dell’Av 3 di Macerata nell’infornata del settembre 2018 e deve portare fino in fondo le pratiche per il nuovo ospedale unico, quindi difficilmente sarà rimpiazzato. Chiude il cerchio Romeo Magnoni all’Av1 di Pesaro Urbino, uomo di fiducia del presidente Ceriscioli. La legge regionale 211 che regola la nomina dei direttori di area vasta, approvata il 30 luglio 2018, prevede che queste figure vengano scelte da palazzo Raffaello, su proposta del Dg, e decadranno con la fine della legislatura, nella primavera del 2020.

Ultimo aggiornamento: 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA