Bocciato il pacchetto sisma. I sindaci: «Pronti a restituire le fasce». Ecco cosa è successo

Lunedì 6 Luglio 2020 di Monia Orazi
Una delle recenti visite del commissario per il terremoto Giovanni Legnini nei centri del cratere
MACERATA - La commissione bilancio della Camera ha bocciato venerdì notte alcuni emendamenti del pacchetto sisma, allegati al decreto Rilancio, che potevano agevolare la ricostruzione ed i sindaci delle Marche sono sul piede di guerra. Sandro Sborgia di Camerino, Mauro Falcucci di Castelsantangelo sul Nera e anche Nicola Alemanno di Norcia si dicono pronti a restituire la fascia tricolore al presidente del consiglio Giuseppe Conte.

LEGGI ANCHE: I terremotati via dagli alberghi. Per alcuni di loro è l’ottavo trasloco in quattro anni
 

LEGGI ANCHE: 

Le proposte
Le proposte di emendamenti avanzate dal commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini riguardano un aumento del compenso dello 0,5 per cento per i tecnici che presentano autocertificazione dei progetti, un altro la stabilizzazione del personale assunto nei comuni, inoltre la proroga al 2021 dello stato di emergenza, la destinazione di un 5 per cento dei fondi per la ricostruzione pubblica al sostegno delle attività economiche. Spiega il sindaco di Camerino Sandro Sborgia: «Sono tutte proposte che andavano nella direzione di accelerare la ricostruzione, evitare lo spopolamento, promuovere investimenti economici nel cratere, sono state bocciate, questo ci lascia increduli e assolutamente non so che termine usare, per definire quanto accaduto». Maurizio Mangialardi presidente Anci minaccia la mobilitazione dei sindaci: «Come coordinamento delle Anci terremotate abbiamo lavorato alla redazione di un documento di sintesi approvato in assemblea che il presidente Decaro ha portato in audizione al governo. La notizia che la Commissione Bilancio della Camera abbia bocciato gli emendamenti proposti dell’Anci è inaccettabile. Tale decisione mortifica la sofferenza dei cittadini di oltre 130 comuni di 4 regioni e deve essere rivista. Diversamente – ha concluso Mangialardi – sappiamo di poter contare sull’appoggio di 8.000 sindaci italiani già pronti ad essere mobilitati dal nostro presidente Decaro perché come Anci riteniamo la tale bocciatura non trova alcun tipo di giustificazione». Al coro delle proteste si aggiunge il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli: «La maggioranza Pd-M5S boccia il pacchetto di proposte per il sisma. L’ennesima opportunità sprecata e l’ennesima beffa per le popolazioni terremotate che dopo quattro anni ancora aspettano la rimozione delle macerie, la stabilizzazione del personale negli Usr, lo snellimento delle procedure. Tutte le proposte presentate dal centrodestra ma anche dai parlamentari della maggioranza sono state stoppate in commissione, le stesse priorità che sono state evidenziate anche dal commissario Legnini. È grave dover prendere atto che anche il decreto rilancio non è stato considerato il provvedimento giusto per dare le risposte definitive alle popolazioni e ai territori colpiti dal sisma del 2016. Dispiace anche dover prendere atto dell’ennesimo fallimento che però a pagare sono solo famiglie e imprese, che non hanno alcuna responsabilità se non quella di vivere in uno Stato che mette la burocrazia sempre al primo posto, anche davanti alle catastrofi». 

La polemica
Intervengono anche i parlamentari Lega della Marche: Riccardo Augusto Marchetti (commissario regionale), Giorgia Latini, Luca Paolini, Tullio Patassini, Giuliano Pazzaglini. «Il governo Pd-5S ha vergognosamente abbandonato al loro destino i territori colpiti dal sisma nel 2016». «Si tratta di misure indispensabili, da tempo condivise con sindaci, ministeri competenti, associazioni e professionisti. Bisogna insistere perché siano varate al più presto», è la chiosa del commissario straordinario Giovanni Legnini. In serata è arrivato anche il commento del leader della Lega Matteo Salvini: «Ennesimo schiaffo al territorio, che il governo ha umiliato anche durante l’emergenza Covid approfittando del servilismo del Pd locale. Per esempio quando Conte e Boccia hanno impugnato l’ordinanza sulla chiusura delle scuole, salvo poi sbarrarle pochi giorni dopo in tutta Italia. Le Marche meritano rispetto e non meritano né il Pd al governo, né un commissario alla Ricostruzione come Legnini, famoso soprattutto per le chat anti-Lega quando era vicepresidente del Csm. Ieri Legnini assicurava: “siamo sulla strada giusta”. Ennesimo bluff, ennesima presa in giro».
  © RIPRODUZIONE RISERVATA