Croce Azzurra, il presidente Tetta finisce di nuovo nel mirino. Un cartello con insulti omofobi

Il presidente Michele Tetta
Il presidente Michele Tetta
di Giulia Sancricca
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Mercoledì 30 Marzo 2022, 08:50

PORTO RECANATI - «Ancora insulti omofobi. Sono stanco». Si sfoga il presidente della Croce Azzurra, Michele Tetta, che per la seconda volta da quando ha preso le redini del sodalizio portorecanatese è stato vittima di un attacco omofobo. Ieri pomeriggio, il suo vice Mauro Monachesi ha trovato un biglietto sulla porta della sede di via Argentina, in cui si inveiva contro Tetta. 

 


«Mi invitano a lasciare la mia carica di presidente - dice - e a dedicarmi ad altro, con attacchi di natura personale. Oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) ero a Macerata con la mia famiglia quando Mauro Monachesi mi ha mandato su Whatsapp la foto del biglietto omofobo che aveva trovato sulla porta della sede delle Croci Bianca e Azzurra». Tetta fa sapere di non aver ancora sporto denuncia e di valutare come portare avanti una situazione che è diventata difficile da sopportare. «Non so se denuncerò - ammette -. Voglio prima visionare i filmati delle telecamere di videosorveglianza e vedere se si riesce a capire chi possa essere stato. Sono stanco e avvilito - dice - e non ho voglia nemmeno di fare denuncia. Subisco attacchi continui: sono io il bersaglio e non le due associazioni di cui faccio parte. Credo che la Croce Bianca non riesca a decollare perché ci sono io». Un copione che si ripete per Michele Tetta: a maggio scorso, dopo aver preso in mano la direzione della Croce Azzurra, un biglietto simile gli era stato recapitato in sede ed anche in quel caso veniva invitato a dimettersi. A quanto pare nell’ultimo anno la situazione non è cambiata: se inizialmente erano le diatribe della Croce Azzurra a creare problemi al presidente, ora si sono aggiunte anche le questioni legate alla neonata Croce Bianca, presieduta da Teresa Montali. I riflettori non si sono mai spenti sui due sodalizi che sono al centro di un dibattito che coinvolge anche l’amministrazione comunale, proprietaria dei locali dove le due associazioni sanitarie hanno la sede. Il sindaco Andrea Michelini ha diffidato le due Croci e ha agito per vie legali per chiedere la restituzione delle chiavi all’ente che sarebbe dovuta avvenire entro il 31 gennaio scorso. Dall’altra parte, però, Tetta e i due direttivi non hanno mai mollato la presa, ribadendo che esiste «una delibera comunale dell’agosto 1999 che affida i locali alla Croce Azzurra».

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