Lancia il coltello alla moglie e ferisce la figlia, maceratese di 49 anni arrestato

Mercoledì 26 Maggio 2021 di Gianluca Murgia
La polizia durante un controllo sul territorio

MACERATA - Voleva infilzare la moglie con un coltello e, non riuscendoci, glielo lanciò contro ferendo al braccio, però, la figlia di 17 anni. Violenze fisiche e psicologiche, insulti e minacce: l’incubo, durato più di 20 anni, è finito con l’arresto del padre-marito-padrone, 49 anni, residente con la famiglia a Rimini ma originario di Macerata. Nel pomeriggio di sabato gli agenti della Polizia di Stato di Rimini hanno eseguito la misura cautelare della custodia in carcere a carico dell’uomo, gravemente indiziato di aver maltrattato pesantemente moglie e figlia.

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L’attività d’indagine, coordinata dal Sostituto Procuratore Paola Bonetti, ha avuto origine dalla denuncia effettuata dalla donna circa venti giorni fa. Un racconto da brividi quello della donna tra violenze fisiche e psicologiche subite sin dall’inizio della relazione con l’uomo. Da circa vent’anni ormai, la vita coniugale era stata caratterizzata da insulti continui, minacce di morte e liti violente culminate con aggressioni fisiche ed il danneggiamento dell’arredamento di casa, il tutto aggravato dall’abuso di alcol del marito.

L’episodio del coltello risale al luglio dello scorso anno: l’uomo minacciò la moglie di infilzarla, subito dopo glielo lanciò contro, colpendo e ferendo al braccio la figlia allora diciassettenne. La serie di violenze è poi andata avanti fino all’inizio del maggio di quest’anno. In un’occasione il quarantanovenne, completamente ubriaco, ha iniziato ancora una volta ad insultare e denigrare la moglie, minacciandola nuovamente con un coltello e colpendola con pugni, calci e schiaffi. Stessa cosa è accaduta dopo una decina di giorni circa ed in quell’occasione la figlia, appena maggiorenne, nel tentativo di opporsi al padre, ha ricevuto uno schiaffo ed è stata insultata violentemente. 

L’intervento di alcune vicine di casa, attirate dalle urla, ha interrotto momentaneamente l’aggressione, ricominciata pochi istanti dopo con minacce di morte e violenze fisiche. La donna, quindi, stremata ed impaurita dalla situazione, si è recata negli uffici riminesi della polizia per denunciare quanto subito da anni. La successiva opera di indagine dell’intera vicenda, svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Rimini, ha consentito di ricostruire un più complesso e grave quadro di maltrattamenti ad opera dell’uomo, pienamente condiviso dal gip presso il Tribunale Ordinario di Rimini, che ha così emesso il provvedimento restrittivo. Nel pomeriggio di sabato l’uomo è stato rintracciato e tradotto in carcere.

 

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