Ricostruzione, i sindaci al summit in teatro con Acquaroli e Legnini: già all'opera 4.500 cantieri in tutto il cratere

Venerdì 9 Aprile 2021 di Francesca Pasquali
Il tavolo sulla ricostruzione al Teatro dell'Aquila

FERMO - Il sogno di fare della ricostruzione del Centro Italia un modello. Le aspettative dei sindaci del cratere, frustrate da quattro anni e mezzo di attesa. L’occasione, irripetibile, del Recovery Plan. C’era un mix di speranza e rassegnazione, ieri pomeriggio, al Teatro dell’Aquila, dove la Regione ha chiamato a raccolta i sindaci del cratere «perché la logica di squadra è l’unica che può veramente far ripartire questo territorio», ha spiegato il presidente Francesco Acquaroli.

 

Al suo fianco, sul palco del teatro, il commissario straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini. Fermo, che è fuori dal cratere, è stata scelta per ospitare l’incontro, «per il suo baricentrismo». Gli onori di casa li hanno fatti il sindaco Paolo Calcinaro e il prefetto Vincenza Filippi. In platea, distanziati, una quarantina di amministratori. Altri erano sui palchetti. «Devono portare le voci dei territori e sentirsi coinvolti. Non bastano le ordinanze. Servono sempre maggiore coinvolgimento e interlocuzione per superare l’enorme mole di burocrazia», ha detto Acquaroli.

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Parte dai numeri Legnini. Dai 1.600 decreti emanati nei primi tre mesi di quest’anno dagli uffici speciali della ricostruzione, «gran parte nelle Marche, cui corrispondono 1.600 cantieri». «Un ritmo di tre volte superiore a quello dello stesso periodo dell’anno scorso, dimostrazione definitiva della maturità del processo di ricostruzione, con, ad oggi, più di 4.500 cantieri attivi nel cratere», ha aggiunto. Il miliardo e 780 milioni del Recovey Plan, i 160 milioni del Contratto istituzionale di sviluppo e i 50 milioni del “Decreto Sisma” gli strumenti su cui punta il commissario per ricostruire, prima, e riqualificare, poi, i territori colpiti dal terremoto del 2016. Se ci riuscirà, lo si saprà nei prossimi mesi (entro il 30 aprile il governo dovrà presentare il piano all’Unione Europea). Legnini ostenta ottimismo.

E si dice «assolutamente convinto che questo governo multi-livello (Stato, Regioni e Comuni), debba essere quello capace di governare la programmazione, gli indirizzi e le regole per l’utilizzo di queste risorse». La sfida, quindi, è solo all’inizio. E, per vincerla, la ricostruzioni è il primo passo. Perché, poi, quei territori martoriati dal sisma, «con un patrimonio e capacità straordinarie», bisognerà farli rinascere. «La ricostruzione è fondamentale per poter immaginare un futuro. La questione infrastrutturale e dei servizi è centrale per il rilancio delle aree colpite da uno spopolamento importante», ha aggiunto Acquaroli. E non c’è più tempo da perdere.

«Nessuno può ignorare che negli uffici speciali della ricostruzione attendono diecimila progetti e altri ce ne sono negli studi dei professionisti», ha rimarcato Guido Castelli. «La ricostruzione – ha aggiunto l’assessore regionale – è una grande dimostrazione democratica che attiene al diritto dei cittadini. Il sogno è che quella del Centro Italia diventi un modello, unendo l’urgenza della ricostruzione fisica con la rigenerazione economica».

 

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