Ponte sull’Ete, altro rinvio, si rischia il finanziamento: prezzo dell'acciaio raddoppiato, ecco tutti gli scenari possibili

Sabato 2 Ottobre 2021 di Chiara Morini
Ponte sull Ete, altro rinvio, si rischia il finanziamento: prezzo dell'acciaio raddoppiato, ecco tutti gli scenari possibili

FERMO  - Slitta ancora la conclusione delle operazioni di costruzione del nuovo ponte ciclopedonale sul fiume Ete, destinato ad unire Fermo e Porto San Giorgio con un percorso dedicato solo a pedoni e ciclisti. La ditta appaltatrice dei lavori ha fatto capire la sua intenzione di recedere dal contratto. Al momento però non c’è nulla di formale, anche se la strada intrapresa sembra proprio portare in questa direzione.

 


«Al momento confermo che non c’è nulla di formale – le parole del sindaco di Fermo Paolo Calcinaro -. C’è stato un accenno verbale ma nulla di più al momento». Di ritardi già ce n’erano, lo stop generale di tutte le attività, dovute al lockdown 2020, all’inizio della pandemia per il Covid-19. Poi i lavori erano ripartiti, fino alla lievitazione dei prezzi dell’acciaio, e nuovi ed ulteriori ritardi. «Il ritardo accumulato è molto, e poi a metà novembre la ditta sarà fuori tempo massimo» puntualizza lo stesso Calcinaro, che pure dice di «comprendere anche le difficoltà per i prezzi raddoppiati dell’acciaio». La ditta appaltatrice finora aveva iniziato a portare nell’area cantiere le barre di acciaio verniciate di bianco, il colore della futura opera, e le aveva scaricate nei mesi scorsi. Ad agosto aveva completato la consegna dei cassoni e dell’acciaio, che, una volta montati, costituiranno l’impalcato, la base del ponte che poi dovrà essere pavimentata. A questo punto mancano le due arcate, d’acciaio anche quelle, il montaggio e il successivo varo dell’opera finita.

«I lavori dovranno essere terminati entro il 2022, pena la perdita di parte del finanziamento – spiega il sindaco di Fermo –. Se rescissione sarà con la ditta, si procederà ad un nuovo appalto per tutto quello che ancora c’è da realizzare». Prezzo inferiore perché le lavorazioni e i materiali da utilizzare e fornire saranno di meno, ma i prezzi originari, quelli messi a gara nel 2018, sicuramente saranno da attualizzare. Su questo nuovo rinvio nella costruzione del ponte, che si pensava potesse vedere la luce entro l’anno corrente, il sindaco di Porto San Giorgio, l’altro comune coinvolto nella realizzazione del ponte, Nicola Loira, dà la colpa al codice degli appalti.


«È la triste dinamica già vissuta in altre circostanze – spiega Loira -. Sono quelle a cui sono sottoposti gli appalti in Italia. Le stazioni appaltanti non hanno possibilità di intervento, o meglio ce l’hanno ma non sono molto ampie. Mi spiego meglio: le ditte che si possono escludere sono quelle non in regola con le documentazioni o con i contributi». Una storia lunga, quella del ponte sull’Ete, che aveva animato le campagne elettorali di entrambe le città già moltissimi anni prima dell’avvento delle due giunte Loira e Calcinaro. Nel gennaio del 2018 hanno presentato il progetto ai cittadini, poi partecipato al bando regionale, e ottenuto il finanziamento di 933mila euro, a cui poi hanno aggiunto 200mila euro ciascuna per co-finanziare il costo di un milione e 333 mila euro. Poi ci sono state la firma dell’accordo di programma, la progettazione esecutiva e quindi la gara di appalto, la firma del contratto all’inizio dell’estate del 2019. Di lì l’installazione dei pali, poi le pile di cemento destinate all’appoggio della struttura, lo stop citato per il Covid, la ripresa dei lavori. Siamo alla fine del 2020, con le rampe di accesso pronte, le due piste ciclabili di Porto San Giorgio e Fermo realizzate. Di quella fermana mancano circa 150 metri, lasciati in sospeso per far passare i camion di accesso al cantiere. Il resto, come già evidenziato, è storia recente. 

 

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