No vax, all'ospedale Murri c’è il giro di vite: deciso lo stop allo stipendio per 4 sanitari

Domenica 5 Settembre 2021 di Francesca Pasquali
No vax, all'ospedale Murri c è il giro di vite: deciso lo stop allo stipendio per 4 sanitari

FERMO  - Prime sospensioni dal servizio per i sanitari No vax dell’Area vasta 4. A restare a casa senza stipendio fino a fine anno saranno due infermieri e due operatori sociosanitari. Così ha deciso la commissione istituita dall’Asur fermana per valutare se le ragioni addotte dal personale non vaccinato sono valide oppure no. «L’organismo – fanno sapere dall’Av 4 – ha avviato i propri lavori l’indomani della sua istituzione, procedendo alla rilevazione di casi di infrazione per i quali, nel ricorso delle condizioni di legge, si è avviato l’iter procedurale di sospensione fino al 31 dicembre 2021».

 
«In questo momento, l’unica arma che abbiamo è vaccinarci. Attualmente, i pazienti in Terapia intensiva sono non vaccinati. Non possiamo più permetterci di bloccare la produzione. Abbiamo anche altre patologie da affrontare». Parole dure, quelle del direttore dell’Av 4, Roberto Grinta, pronunciate ieri mattina, all’undicesimo premio “Marcello Seta”, il riconoscimento che gli ex allievi del Montani quest’anno hanno assegnato alla sanità fermana. A ricevere il premio, oltre a Grinta, il suo predecessore Licio Livini, il direttore generale dell’Inrca, Gianni Genga (l’ha ritirato al suo posto la direttrice amministrativa Irene Leonelli) e il direttore sanitario dell’Inrca, Andrea Vesprini. Ha sottolineato il «legame fortissimo che si è creato in questa impensabile pandemia con i sanitari», il sindaco Paolo Calcinaro. E «il sapere che il sistema sanitario c’era, combatteva giorno per giorno l’avanzare di questo virus del tutto sconosciuto e che ha dato tutto. Quelli che chiamavamo supereroi sono sempre gli stessi. Non ce ne dimentichiamo».

Ha ricordato la candidatura al Nobel per la Pace dei medici italiani, l’assessora alla Cultura, Micol Lanzidei. «Accettata – ha spiegato – perché il nostro personale sanitario è stato il primo, in Occidente, a dover affrontare l’emergenza pandemica. L’ha fatto in tutti i modi possibili, anche con amore e comprensione verso una sofferenza continua». Un sistema, quello della sanità fermana, che, pur con mille difficoltà, ha retto, grazie al gioco di squadra. Che, per l’ex direttore dell’Av 4, è «l’elemento vincente». «Abbiamo 1.700 operatori straordinari che hanno sempre tenuto alto il principio di lavorare insieme. La pandemia ci ha segnato tanto. Abbiamo cercato di fare del nostro meglio, con le forze a disposizione. Si poteva fare di più, ma abbiamo fatto il possibile», ha spiegato Livini, preannunciando a Grinta «il compito duro» che lo aspetta. A due mesi dal suo insediamento, il nuovo direttore si sta ambientando.

«Ho trovato grandi professionisti, belle persone e un forte tessuto sanitario e sociale», ha spiegato. E detto di apprezzare il lavoro fatto da Livini «con un solo ospedale e un solo pronto soccorso». Richiama il gioco di squadra anche Vesprini. Per il direttore sanitario dell’Inrca, il premio è «un riconoscimento del lavoro di tutti i professionisti della salute che, con conoscenza, capacità di saper mettere in pratica ciò conoscono e competenza umana, cercano di comprendere i bisogni che i pazienti esprimono».


Tra i sanitari presenti, l’endocrinologa Paola Pantanetti ha raccontato la sua esperienza nella Diabetologia del Murri durante la fase acuta della pandemia. Un reparto – ha spiegato – che «ha contribuito a sostenere i nostri pazienti, tra i primi a essere colpiti dal Covid». «Mi è mancato – le sue parole – il rapporto diretto con i pazienti che abbiamo seguito a distanza e che, al di là delle terapie, chiedevano la nostra vicinanza». Resta stabile, nel Fermano, la curva dei contagi. Ieri, i nuovi casi erano 18. Fisso a 17 il numero dei pazienti positivi al Murri: due in Rianimazione, 12 in Malattie infettive, tre in Pronto soccorso. 43 i ricoverati positivi nella Rsa di Campofilone.

 

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