Travolta e uccisa, l’addio in Albania. Sotto choc l’operaio che l’ha investita: ora rischia l'imputazione di omicidio stradale

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Sonia Amaolo
Travolta e uccisa, l’addio in Albania. Sotto choc l’operaio che l’ha investita che ora rischia l'imputazione di omicidio stradale

FERMO  - Oggi la Procura darà il nulla osta ai familiari per il riconoscimento del corpo, quindi i funerali si svolgeranno in Albania, il Paese di Maria. Questo il nome italiano della 61enne falciata sulla statale lunedì mattina prima delle 7 a Lido di Fermo, vicino a casa. I soccorsi della Croce Azzurra di Porto San Giorgio erano subito risultati vani. Nella casa di riposo Opera Pia Arpili a Monte Giberto, dove lavora la figlia della defunta, Ella, tutti sono in lutto.

 

La signora Feruze Kercuku lascia 6 figli e 12 nipoti. Da 9 anni era in Italia, faceva la badante, amava camminare a piedi. La figlia che viveva con lei e lavora alla casa di riposo non riesce a darsi pace, è disperata. Sul social è sfida tra colpevolisti e innocentisti nei confronti del pirata della strada che si è dato alla fuga per costituirsi alcune ore dopo. La vittima è morta sul colpo.

L’investitore ha 55 anni, è di Porto Sant’Elpidio, incensurato, operaio. I carabinieri avevano avviato le ricerche per arrivare a lui. Non era ancora giorno quando l’auto, che procedeva in direzione sud, ha falciato la donna mentre attraversava la strada. Proseguono gli accertamenti. Sono al lavoro i carabinieri che erano intervenuti con il Nucleo radiomobile. L’automobilista è stato sottoposto ad alcoltest risultato negativo. Chi lo conosce dice che è una brava persona. Potrebbe essere stato un malore, un colpo di sonno, una svista per la strada non ancora illuminata a giorno, fatto sta che l’uomo è tornato a casa, ha detto di essersi impaurito e non si è fermato a soccorrere. La compagna lo ha convinto a costituirsi.

Iscritto sul registro degli indagati, seguirà il provvedimento di custodia cautelare per omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso. Niente carcere, scatteranno i domiciliari. Il dibattito infiamma la rete, qualcuno si mette nei panni dell’uomo: «Come la vittima, si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, il rimorso se lo porterà dietro a vita, potrebbe succedere a ognuno di noi», si legge tra i commenti.

 

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