Boss dello spaccio sulla costa, maxi blitz a Tre Archi. Le indagini partite dopo una morte per overdose

Boss dello spaccio sulla costa, maxi blitz a Tre Archi. Le indagini partite dopo una morte per overdose
Boss dello spaccio sulla costa, maxi blitz a Tre Archi. Le indagini partite dopo una morte per overdose
di Sonia Amaolo
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Giovedì 10 Marzo 2022, 05:30

FERMO - Maxi blitz delle forze dell’ordine ieri mattina a Lido Tre Archi, l’obiettivo è stroncare un’organizzazione dedita allo spaccio. Così radicato sul territorio che sembra impossibile da debellare. L’operazione interforze di polizia, carabinieri e guardia di finanza ha visto in azione una decina di pattuglie. Sembravano essersi dati appuntamento al parcheggio della chiesa di San Tommaso, punto di partenza. Da lì autoveicoli d’ordinanza e autocivette sono partite e hanno preso strade diverse convergendo in via Tobagi.

 
I particolari
Alle 9 circa è scattata l’irruzione in un appartamento. Agenti in borghese e in divisa sono entrati in un locale che risultava essere il covo degli spacciatori. La polizia era da settimane con gli occhi puntati su un gruppetto di persone. La mattina precedente, martedì alle 7, c’era stato un altro blitz. In via Segni, era stato accompagnato in Questura un altro volto noto alle divise, un romeno. Ieri è scattata l’irruzione in via Tobagi. La Squadra mobile, con a capo la dirigente Raffaella Abbate, le Volanti, il Reparto prevenzione crimine di Pescara, le Fiamme gialle e i militari dell’Arma. Tutti insieme hanno portato avanti l’intervento disposto dal questore Rosa Romano. Un uomo sarebbe stato accompagnato in Questura per accertamenti e sono stati sequestrati cellulari, schede telefoniche, portafogli, documenti d’identità. Tutto è stato imbustato e caricato nel bagagliaio delle Volanti. Risulta sequestrata anche una modica quantità di droga. L’unità cinofila quasi sempre interviene a colpo sicuro. Anche le auto in sosta sono state passate al setaccio e i residenti hanno riferito agli agenti dei traffici dei quali vengono a conoscenza. Ai pusher della zona si accompagna la presenza di clandestini. Quest’ultimo blitz sarebbe riconducibile a un’indagine avviata il 12 gennaio dopo la morte di un 40enne di Porto Sant’Elpidio per overdose. Questo trapela dalle indagini. L’autopsia aveva sciolto ogni dubbio sulla causa del decesso ed era partita l’inchiesta.


La ricostruzione
Gli investigatori sarebbero risaliti al pusher che avrebbe ceduto la dose letale. Uno spacciatore che avrebbe dato il via all’inchiesta che porterebbe dritto alla cellula dello spaccio formata da un boss e 7-8 galoppini che si spostano di appartamento in appartamento. Ci sarebbero anche due soggetti ai domiciliari, attivi su questo fronte in barba alla misura cautelare. L’uomo accompagnato in Questura potrebbe fornire dettagli utili a stringere il cerchio sul clan, a quanto si apprende, molto ben strutturato. Durante l’irruzione in via Tobagi c’era un posto di blocco dei carabinieri in via Milano e questo fa presupporre che possa esserci un legame tra i due Comuni collegati da un ponte. Nel perimetro dello spaccio i garzoni fanno la spola spostandosi in base alla convenienza del momento, considerando la presenza di polizia, si dirigono da una parte o dall’altra, dove trovano il campo più libero.

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