Blackout fra scuola e lavoro, gli industriali in pressing: «Non troviamo addetti, serve più formazione»

Blackout fra scuola e lavoro, gli industriali in pressing: «Non troviamo addetti, serve più formazione»
Blackout fra scuola e lavoro, gli industriali in pressing: «Non troviamo addetti, serve più formazione»
di Chiara Morini
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Venerdì 16 Settembre 2022, 07:21

FERMO - Lavoro e scuola, lavoro e formazione, innovazione nei sistemi e nelle strutture didattiche (anche grazie ai fondi Pnrr): di questo si è parlato ieri mattina nell’aula magna dell’Ipsia Ricci di Fermo, con la dirigente scolastica Annamaria Bernardini. Al confronto, di fronte a una platea di studenti, c’erano anche l’ex dirigente dell’Ipsia, oggi preside del Montani di Fermo Stefania Scatasta, il direttore della Cna di Fermo, Alessandro Migliore, il presidente di Confindustria Fermo, Fabrizio Luciani, e il responsabile Confartigianato Fermo Paolo Tappatà.

 
Lo stallo


«Le imprese – ha esordito Migliore – non trovano lavoratori e questo nonostante la crisi». Segno che le imprese e i giovani cercano cose diverse da quelle che offrono reciprocamente. «Gli artigiani che seguiamo noi – ha rimarcato – lamentano che i futuri lavoratori non hanno la giusta formazione per il lavoro. Bisogna pensare anche a un opportuno orientamento, come facciamo con gli incontri che vanno al di là dei classici open Day». Tra le richieste di lavoratori dalle imprese marchigiane, il 10% deve essere laureato, il 20% proviene dal settore professionale: in cima alla lista il meccanico, che all’Ipsia è presente insieme agli indirizzi elettrico, benessere, tessile e abbigliamento. Il meccanico, inoltre, con la ristorazione e la trasformazione alimentare, sono i tre settori che hanno la maggiore difficoltà a reperire personale. Le statistiche parlano poi di un 40% del personale richiesto senza alcun titolo di studio. «Le aziende – ha osservato Migliore – preferiscono prendere chi ha voglia di lavorare e formarlo direttamente». «Quando studiavo – il ricordo di Luciani – lavoravo d’estate, ho fatto di tutto e ogni lavoro mi ha lasciato qualcosa. Se vogliamo affrontare il cambiamento con successo, dobbiamo farlo cambiando noi imprenditori e voi ragazzi».


Il problema


L’alternanza 4.0, quindi, risulta non sufficiente, e va alimentata. I ragazzi devono metterci del loro, ma spetta alle imprese farli avvicinare. «Noi – ha puntualizzato Luciani rivolto ai ragazzi – dobbiamo farvi avvicinare al mondo del lavoro. Lavoro umile, qualunque esso sia, dirigenziale, o chi di voi farà il politico, non importa: voi un giorno ci sostituirete a ogni livello. Dobbiamo facilitarci la strada». Il territorio del Fermano è a forte vocazione artigianale. «L’eccellenza – il Luciani pensiero – si conserva e si proietta in avanti se c’è il ricambio generazionale. Non rischiate che vi rubino i sogni». Qual è il problema, dunque, se non si trova la giusta manodopera? «Probabilmente è un fatto culturale – ha evidenziato Tappatà –: abbiamo interpellato le famiglie, ma non sono venute. Forse preferiscono i figli come dottori piuttosto che operai? Non si sa, di certo è che noi parliamo spesso con le medie, dove il giovane decide il proprio futuro».


I dati


L’abbandono scolastico, nelle Marche è poco, rispetto al 13% di base nazionale. E dal canto loro, le scuole, sono pronte a innovare. «Abbiamo delle grandi opportunità – ha evidenziato la Bernardini – Abbiamo sempre detto che avevamo tante idee ma non potevamo realizzarle perché mancavano i fondi. Ora questi li abbiamo, dal Pnrr al Pon, il piano operativo nazionale». Nel dettaglio l’Ipsia avrà a disposizione 207.922 euro per ridurre i divari, quindi per la lotta alla dispersione scolastica. Ancora 108.048 euro sono stati ottenuti per creare spazi fisici e digitali per favorire l’apprendimento, con innovazione negli arredi e nelle attrezzature. E infine ancora poco più di 164mila euro per realizzare laboratori per lo sviluppo di competenze specifiche, in collaborazione, qui, con tutti: studenti, famiglie, docenti, imprese, università e Its. Dal Pon, i cui fondi sono sempre europei, arrivano 130mila euro per laboratori green e poco meno di 70mila euro per potenziare le competenze degli studenti. Analoghi finanziamenti li avrà il Montani, la cui dirigente Scatasta, ha rimarcato come «confronti come questi sono importanti all’inizio della scuola. Oggi portiamo avanti un percorso che non nasce oggi, ma arriva da progettualità in cantiere. Noi come Montani siamo disposti a collaborare e a sognare insieme». La mattinata si è conclusa con la donazione di un’opera di Ciro Stajano, alla presenza dell’artista.

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