«Ho subito due furti in poco tempo. Da 20 giorni dormo nel mio locale»

Venerdì 17 Aprile 2020
Un controllo di polizia a Lido Tre Archi

FERMO  - Furti di alimenti, aggressioni e mancato rispetto delle restrizioni. Questi tre elementi messi insieme sono come una bomba pronta a esplodere nel Fermano. Si registra il ritorno dei ladri di polli, razzie di uova, olio, frutta e verdura nelle campagne e cibo immagazzinato nei ristoranti della costa, che sono chiusi. E i vecchietti che devono restare segregati in casa, se escono per fare la spesa, rischiano di essere derubati all’uscita del supermercato. In questo contesto di crisi i ladri debbono accontentarsi di poco e quindi si ruba il rubabile: beni di prima necessità, come negli anni ’50. Ci sono stati due furti con spaccata alla trattoria Fisherman di Lido Tre Archi dall’inizio della stretta. Sarebbero stati di più, se il titolare non avesse deciso di rimanere a dormire nel locale, dopo il secondo colpo. «Hanno sfondato la vetrata d’ingresso per rubare gelati e vino, sono stati più i danni che la refurtiva – dice Giuliano Bei. – Da una ventina di giorni dormo in trattoria, non torno a casa. Faccio vigilanza, resto sveglio finché crollo di sonno intorno alle 4, almeno tengo lontano i ladri». 

Bei fa notare la necessità di maggiori controlli notturni a Lido Tre Archi. I locali chiusi e la gente confinata non rendono la zona più sicura, semmai il contrario. L’allarme sale come l’insofferenza ogni giorno che passa perché, se c’è una cosa che il Coronavirus non ha stoppato è la delinquenza. I ladri di polli del passato colpiscono negli chalet e nelle trattorie. Aspettano il momento propizio fuori dai supermercati per aggredire i pensionati con la borsa della spesa. La crisi ha sdoganato una tipologia di malviventi che sembravano spariti con i vecchi film in bianco e nero. Non potendo svaligiare le case, che sono occupate, ripiegano sui locali chiusi, arraffando il possibile per mangiare. Si ruba per fame. I protagonisti di queste storie sembra siano gli extracomunitari senza lavoro, spesso senza identità, che faticano a rispettare le regole. E questo alimenta l’insofferenza nei loro confronti da parte di una fetta di popolazione, sempre più ampia, che soffre le restrizioni e si sente penalizzata. Anche perché le multe per chi infrange le regole sono salate.

Il luogo per sfogare il malcontento sono i social. Facebook è la corsia preferenziale della segnalazione. I confinati postano foto di ragazzi di colore in giro, in gruppo, a piedi o in bicicletta. E le frasi a contorno delle immagini sono di questo tipo: «non solo ci hanno tolto la libertà personale, ci fanno diventare pure razzisti! È inconcepibile! O tutti a casa o tutti fuori!», «I droni li usiamo per chi fa jogging da solo e in campagna, vergogna!», «Dove sono i nostri sceriffi che fanno multe ai ragazzi che giocano davanti casa, al papà che gioca con il figlio e a gente che prova a lavorare!», «E poi un vecchietto che esce per dar da mangiare ai piccioni si becca una multa di 350 euro». Intanto c’è il pensionato di Lido Tre Archi che da due settimane non mette il naso fuori porta «perché ci sono i pitbull dei marocchini in giro senza museruola».

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