Ete, Tenna, Aso e il Fosso Rio diventano sorvegliati speciali del Fermano

Ete, Tenna, Aso e il Fosso Rio diventano sorvegliati speciali
Ete, Tenna, Aso e il Fosso Rio diventano sorvegliati speciali
di Chiara Morini
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Sabato 17 Settembre 2022, 02:35

FERMO  - Le forti piogge, chiamate bombe d’acqua, che ingrossano i fiumi. Alberi, tronchi e detriti che finiscono nel letto dei corsi d’acqua e che incontrando i ponti, creano tappi come delle dighe. E i fiumi, che con la portata aumentata, finiscono per esondare o per straripare. E la causa è sempre quella della mancanza delle manutenzioni degli alvei dei fiumi. Sotto osservazione in particolare i fiumi Ete, sia il Vivo che il Morto. Quest’ultimo, la cui esondazione causò tre morti nel 2011, è sotto esame in particolare nel comune di Sant’Elpidio a Mare

 
 

Il monitoraggio


«Siamo al lavoro con i tecnici competenti – spiega il sindaco Alessio Pignotti – per un progetto che prevede un investimento di 4 milioni e 400mila euro. È previsto che parte dei fondi sia utilizzata per effettuare una revisione degli argini, una manutenzione del tratto che ricade su tutto il territorio comunale fino ai confini con Montegranaro. Un’altra parte, invece, per realizzare il nuovo ponte per attraversarlo. Ed è prevista un’unica arcata per evitare al massimo il rischio tappo che si crea quando il fiume va a incontrare il ponte». Questo è forse il tratto peggiore dell’intero fiume, ma, si diceva, non è l’unico Ete sorvegliato speciale sui quali si è al lavoro per studiare progetti per future manutenzioni.


L’alveo

I tecnici competenti stanno studiando anche l’Ete Vivo, i cui problemi sono le piante che finiscono nell’alveo. Qui la criticità principale pare essere costituita anche dai ponti troppo stretti che si trovano lungo il percorso. Quanto all’Ete Vivo ricorda il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, «Oggi sollecitiamo una pulizia del fiume». Cosa che ha fatto anche il sindaco di Porto San Giorgio, Valerio Vesprini, che ricorda di aver segnalato alle autorità competenti «una situazione di pericolosità: abbiamo posto all’attenzione il fatto che la parte finale del fiume quasi non si vede più: al posto dell’acqua si vedono quasi solo rami». La città è a rischio alluvione non solo per l’Ete Vivo, ma anche per il Petronilla, che tutti conoscono come “Fosso Rio”. Anche qui il sindaco Vesprini conferma «l’avvenuto avvio di interventi di pulizia dei fossi». Colpevoli, anche in questo caso, rami e altri detriti che intasano lo scorrere dell’acqua, e che in passato hanno creato fiumi di acqua e fango in città. 


Il Tenna


C’è poi il fiume Tenna che separa Porto Sant’Elpidio e Fermo. «Anche il Tenna è esondato in passato» ricorda ancora Calcinaro, ma questo fiume è stato oggetto di intervento e a parte qualche criticità sulla strada Lungotenna, non desta grande preoccupazione. Tra i sorvegliati c’è poi l’Aso protagonista di numerosi problemi, tra cui quello del crollo del ponte del 2013. 


L’Aso


«Ora le cose sono migliorate un po’ – rileva la sindaca di Monterubbiano, Meri Marziali – con la sistemazione di alcuni argini. Ma restano comunque delle criticità». Il ponte, che collega Rubbianello a Montefiore, è stato riaperto lo scorso anno. Quanto al Chienti, il fiume che separa le province di Fermo, con Porto Sant’Elpidio, e Macerata, con Civitanova Marche, ci sarebbe un progetto pronto e finanziato per la messa in sicurezza, ma tutto sarebbe bloccato per problemi burocratici legati a valutazioni e autorizzazioni varie. Sarebbe quindi tutta colpa della burocrazia, e il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, anche vicepresidente provinciale, punta il dito sulla riforma che ha “depotenziato” le province: «Tra le competenze tolte alle Province, ci sono anche quelle dei fiumi. Di certo se le Province potessero intervenire direttamente, sarebbe tutto meno complicato». 

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