Una targa per i medici eroi del coronavirus: «Ma fioccano anche le denunce»

Venerdì 18 Settembre 2020 di Francesca Pasquali
Fermo, una targa per i medici eroi del coronavirus: «Ma fioccano anche le denunce»

FERMO - S’è illuminata di arancione, ieri sera, la facciata dell’ospedale di Fermo. Il colore della Giornata nazionale della sicurezza delle cure e del malato, celebrata appunto ieri. Se, fino all’anno scorso, sarebbe potuta passare in sordina, quest’anno – quello del Covid – tutto cambia. Per far sì che questi mesi terribili, con il tempo, non svaniscano nei meandri della memoria, all’ingresso del Murri è stata affissa una targa.

Porta la firma del direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini. «Sembra sempre impossibile fino a che non viene realizzato. Grazie infinite a tutti i lavoratori della sanità», c’è scritto. Quelli che, dopo essere stati dipinti come angeli o eroi, adesso si trovano a fare i conti con la giustizia. Che sarebbe successo era nell’aria. La conferma l’ha data ieri la presidente dell’Ordine dei medici di Fermo, Anna Maria Calcagni. «Fioccano denunce da tutte le parti. La classe medica è profondamente depressa», ha detto dal piazzale dell’ospedale.
 
Il discorso
Ad ascoltarla, tanti camici bianchi. Gli stessi che, seppur in termini molto inferiori rispetto a qualche mese fa, hanno ancora a che fare con il Covid. È a loro che si è rivolto Livini, ringraziandoli per «aver svolto con abnegazione il loro lavoro, rischiando anche la vita, pur di salvare quella dei pazienti». Non nasconde i problemi vissuti dal Murri all’inizio della pandemia, Livini. Su tutti, il focolaio scoppiato in Medicina che ha costretto a rivedere l’intera l’organizzazione interna dell’ospedale. «Qualche sbavatura c’è stata – ha detto – ma abbiamo fatto il possibile perché le cose andassero nella maniera più giusta». «Il Covid apre un’era nuova – ha proseguito –, una fase con tanti interrogativi non solo per la sanità, ma per tutta la società». Facendo i dovuti scongiuri, l’ospedale cittadino si dice pronto per affrontare una nuova emergenza. «Siamo molto provati emotivamente, ma ne siamo usciti più forti e con nuove competenze. Non ci sentiamo eroi, ma professionisti che hanno adempiuto al loro dovere. Vorremmo che questo venga riconosciuto», le parole del presidente dell’Ordine degli infermieri fermani, Giampiero Beltrami.
Il bilancio
Plaude all’ospedale cittadino il sindaco Paolo Calcinaro. «È stato esemplare – ha detto – nell’arginare un focolaio difficile da gestire. La scelta di perimetrare è stata fondamentale. Questa esperienza ci ha insegnato il rispetto per la professione sanitaria. È un tesoretto che tutti dobbiamo portarci dietro».

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