Fermo, positivo al Tucano's, tamponi a tappeto dopo il party. Ma è polemica: «Ingiusto rendere pubblico il nome del locale»

Giovedì 20 Agosto 2020 di Pierpaolo Pierleoni
Fermo, positivo al Tucano's, tamponi a tappeto dopo il party. Ma è polemica: «Ingiusto rendere pubblico il nome del locale»

FERMO - Proseguono a pieno ritmo i tamponi delle persone che hanno frequentato il Tucano’s beach la notte di Ferragosto, vista la partecipazione di un giovane risultato positivo al Covid 19.

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Un grande sforzo messo in campo dall’Area vasta 4 dell’Asur, per controllare tutte le persone che quella sera sono state a cena o hanno frequentato il locale nelle ore successive. Una scelta che ha diviso. Molti ne hanno apprezzato la tempestività, altri si sono chiesti se fosse necessario rendere pubblico il nome del locale frequentato dalla persona contagiata. 
 
Se lo chiede il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia a Porto San Giorgio Andrea Agostini: «Era indispensabile questa comunicazione? C’è una situazione di pericolo e di rischio di contagio così elevato da rendere necessarie queste misure? Me lo domando perché il danno procurato all’attività commerciale è evidente, malgrado i proprietari mi pare abbiano dimostrato responsabilità, correttezza e professionalità. Si obietterà che di fronte alla salute tutto passi in secondo piano. Sono il solo a pensare che la psicosi generata da quell’annuncio non abbia giovato? Si sono viste reazioni scomposte, una spropositata criminalizzazione, quasi una caccia all’uomo verso il presunto untore. Dove sono finiti i dibattiti sulla app Immuni, sull’esigenza di contemperare riservatezza e prevenzione e di avere massima cura della privacy, quando si annuncia urbi et orbi il nome di un locale, con la prevedibile reazione che questo venga considerato un covo di appestati? Un’azione mirata, con controlli ed avvisi telefonici, sarebbe stata più opportuna». 
La profilassi
Il Tucano’s Beach fa sapere che tutto lo staff è stato sottoposto a test e si è sentito in dovere «di chiudere il locale in attesa che si conoscano i risultati. Siamo sereni, è una misura preventiva a tutela di colleghi e dei clienti. Rispettare la legge è l’unica arma per sconfiggere il virus ed un atto di civiltà verso tutti». La Prefettura ha tenuto un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, con forze dell’ordine, Asur e sindaci dei Comuni costieri. «Si sono esaminate le ulteriori prescrizioni contenute nell’ordinanza del Ministro della salute – fa sapere il prefetto Vincenza Filippi – sono state analizzate le modalità di verifica sull’attuazione dei controlli, riferiti all’obbligo di indossare mascherine dalle 18 alle 6. È emerso come vi sia, specie tra i giovani, il convincimento sulla scarsa percezione del rischio. Occorre implementare vigilanza e prevenzione per contrastare la violazione delle prescrizioni, soprattutto nei locali di intrattenimento e nei luoghi di maggiore afflusso. Il Comitato ha proposto, in vista della riapertura delle scuole e per il trasporto pubblico di sensibilizzare i dirigenti delle scuole a dedicare nei primi giorni un’ora di educazione civica per illustrare le misure di carattere igienico-sanitario da rispettare per arginare la diffusione del Covid».

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