Sull’omicidio di Bivio Cascinare il giallo della colluttazione: attesa per l'esito dell'autopsia

Sull omicidio di Bivio Cascinare il giallo della colluttazione: attesa per l'esito dell'autopsia
Sull’omicidio di Bivio Cascinare il giallo della colluttazione: attesa per l'esito dell'autopsia
di PIerpaolo Pierleoni
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Giovedì 20 Ottobre 2022, 04:25

SANT’ELPIDIO A MARE  - Il giorno dopo l’omicidio shock del giovane Satwant Singh a Bivio Cascinare, gli inquirenti lavorano per chiarire, nel dettaglio, cosa sia accaduto quella notte nell’appartamento di via Turati.

 
L’esame


Ad aiutare la ricostruzione potrà essere l’autopsia, disposta dalla procura della Repubblica. L’esame è stato affidato alla dottoressa Alessia Romanelli, il medico legale sarà supportato dal tossicologo Rino Froldi. La convocazione formale è per la tarda mattinata di oggi. L’autopsia sul corpo della vittima potrebbe essere effettuata già nel pomeriggio, oppure nella mattinata di domani. Ad assistere alle operazioni ci sarà anche il consulente di parte del deceduto. I familiari si sono costituiti, affidando la difesa all’avvocato Danilo Mascitti. «Nomineremo nelle prossime ore l’esperto di parte che sarà presente all’esame autoptico - le parole del legale - L’indagine è chiaramente nella sua fase iniziale ed è comprensibile il riserbo, nutriamo piena fiducia nell’operato della magistratura e degli inquirenti affinché sia fatta piena chiarezza, da parte nostra forniremo la massima collaborazione».

La causa della morte del 29enne operaio è sostanzialmente certa. Ad ucciderlo l’arresto cardiaco conseguente alla ferita all’addome che gli ha provocato una copiosa perdita di sangue, tale da rendere inutile ogni tentativo di rianimazione da parte dei soccorritori. Ma dalla perizia sulla salma potranno emergere altri dettagli, da una ricostruzione dell’ora dell’aggressione alla presenza sul corpo di segni di una precedente colluttazione. L’unico indagato, per omicidio, è ad oggi il 56enne coinquilino di Singh, tuttora ricoverato all’ospedale di Civitanova Marche. L’indiano è arrivato in gravi condizioni, la notte del delitto, con una profonda ferita all’addome. Si trova tuttora in terapia intensiva, ma la stabilità delle sue condizioni è un elemento positivo e nelle prossime ore i medici potrebbero sciogliere la prognosi. È chiaramente lui la figura chiave del caso. Sul fatto che sia stato lui ad infliggere la coltellata fatale al connazionale 29enne non sembrano esserci dubbi. Da delineare ancora, invece, come si sia procurato la ferita che lo ha ridotto in fin di vita. 


Gli elementi
Gli elementi in mano agli inquirenti farebbero escludere che ci sia stata una rissa tra i due e che possa essere stata la vittima a colpire il coinquilino, prima di ricevere il fendente che lo ha ucciso. Rimane sotto sequestro l’appartamento dell’orrore. Sotto esame anche le telecamere di videosorveglianza che insistono lungo via Turati, anche se ad una prima ricognizione non sarebbero emersi dettagli di particolare rilevanza. In assenza di altri indagati, ad oggi si ritiene plausibile che l’aggressore possa poi aver rivolto il coltello con una lama da 30 centimetri contro se stesso. Ma ogni conclusione è del tutto prematura ed i carabinieri del Nucleo investigativo di Fermo stanno sentendo gli altri inquilini della palazzina per raccogliere tutti gli elementi utili alle indagini. Ci sarebbero state almeno altre due persone nell’appartamento quando si è scatenata la furia omicida nei confronti di Satwant e la loro versione potrebbe essere decisiva.

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