Superbonus 110%, requisiti, limiti, scadenze e polizze: la guida completa per proprietari e professionisti

Domenica 11 Luglio 2021 di R.Ec.
Superbonus 110%, la guida completa: requisiti, limiti, scadenze e polizze in caso di perdita per proprietari e professionisti

Interventi per il miglioramento energetico degli edifici e per la messa in sicurezza dal rischio sismico a costo zero. Anzi, con un leggero guadagno. Il Superbonus 110% fa gola a proprietari di case e professionisti, interessati ad ottenerlo per i lavori in abitazione. A giugno il governo ha confermato l'impegno di prorogarlo a tutto il 2023, mentre sul mercato debuttano assicurazioni che proteggono i privati in caso di perdita del contributo. Ma, più nel dettaglio, quali sono i requisiti, i limiti, le scadenze e gli interventi ammessi?

 

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Superbonus 110%, come funziona e i lavori ammessi

Il Superbonus 110% è un incentivo, creato nel 2020 dal governo giallorosso, che consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute per gli inteventi energetici e sul rischio sismico (in questo caso anche sull'acquisto di una polizza assicurativa anticalamità). Non si può applicare a più di due immobili di proprietà e prevede tre formule diverse: credito d'imposta (detraibile in cinque anni e in cinque quote uguali), sconto in fattura (con il contribuente perde il 10% di differenza, a favore dell'impresa di costruzioni) oppure cessione del credito a un soggetto terzo (come intermediari o banche), ma sempre eseguendo i lavori senza alcun costo. La detrazione riguarda anche le spese accessorie legate agli interventi, come costi di smaltimento e progettazione, parcelle e perizie.  

 

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Tra i lavori ci deve essere necessariamento almeno uno di questi, detti trainantiisolamento termico delle superfici; interventi sugli immobili unifamiliari o sulle parti comuni degli edifici per sostituire gli impianti di climatizzazione invernale con impianti alternativi per il riscaldamento centralizzati (a condensazione e a pompa di calore), raffrescamento o fornitura di acqua calda sanitaria; lavori antisismici generici; interventi per la riduzione del rischio sismico di una o due classi, anche sulle parti comuni dei condomini;
demolizione e ricostruzione di edifici, sempre per abbassare il rischio, tramite imprese edilizie.

Assieme a questi, per accedere al bonus, si possono fare altri lavori, detti trainati: demolizione e ricostruzione di un immobile per migliorare le prestazioni energetiche, installazione di micro-generatori per la fornitura di energia o di impianti per la ricarica di veicoli elettrici (per una spesa massima di 3mila euro), sostituzione degli infissi e installazione di pannelli fotovoltaici.

 

Superbonus 110%: beneficiari e limiti

Per usufruire del bonus è necessario che: si garantisca un miglioramento di almeno due classi energetiche e, se non è possibile, della sola più alta alta raggiungibile (con l'apposito Attestato di prestazione energetica rilasciato da un tecnico abilitato); gli interventi contribuiscano effettivamente alla riduzione del rischio sismico (le abitazioni devono essere in una zona sismica 1,2 o 3).

 

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I beneficiari possono essere: condomini e persone fisiche (in prime e seconde case); onlus, organizzazioni di volontariato e del terzo settore; istituti autonomi case popolari (Iacp); società sportive dilettantistiche (per lavori negli spogliatoi); cooperative edilizie di abitazione. Sono invece escluse case e ville di lusso (che rientrano nelle categorie catastali  A1, A8 e A9).

Per ogni tipo di intervento, poi, ci sono diversi limiti economici. Per i lavori di isolamento termico il tetto massimo di detrazione è: 50mila euro per immobili unifamiliari o indipendenti all'interno di edifici plurifamiliari, 40mila euro per ogni nucleo dentro edifici edifici da uno a otto unità immobiliari e 30mila euro per ogni unità se ce ne sono più di otto. Per sostituire gli impianti di climatizzazione, invece, i limiti sono rispettivamente: 30mila euro, 20mila euro e 15mila euro. E ancora, per l’installazione di impianti fotovoltaici il massimo sgravio è di 48mila euro per unità immobiliare, con limite di spesa di 2.400 euro per kW ora (ma scende a 1.600 se ci sono demolizioni, ricostruzioni o nuove costruzioni). Per i sistemi di accumulo il tetto è sempre 48mila euro (con limite di 1.000 euro per kW ora), mentre per la sostituzione degli infissi la detrazione massima è di 60mila euro.

 

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Infine per i lavori di riduzione del rischio sismico il tetto è fissato a 96mila euro. Se poi al posto dello sconto si cede il credito a un'impresa di assicurazione stipulando una polizza a copertura del rischio di calamità, la detrazione su quest'ultima arriva al 90%.

 

Quando scade il superbonus?

Al momento possono beneficiare dello sgravio tutti quelli che eseguono i lavori fino al 31 dicembre 2022 (se entro il 30 giugno 2022 sia stato fatto il 60% dell’intervento complessivo). Per condomini e case popolari, invece, la scadenza è il 31 dicembre 2023. Unica condizione prevista è ancora una volta che al 30 giugno 2023 i lavori abbiano raggiunto il 60%.

 

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L'estensione al 2023, quindi, è al momento limitata a casi specifici, ma l’intento del Governo è farla valere per tutti. Sarà la prossima Legge di Bilancio 2022 a regolare la proroga, che non dovrebbe contenere particolari eccezioni. Nel determinare il rinnovo, si terrà però conto dei dati relativi alla sua applicazione nell'ultimo anno. Non c'è alcuna certezza, invece, su una possibile proroga fino al 2024.

Sismabonus 110% rafforzato 

I proprietari di abitazioni danneggiati dai terremoti che hanno colpito l'Italia centrale nel 2016 e quello dell'Aquila, possono usufruire anche dal sismabinus rafforzato,  agevolazione varata con la legge di Bilancio 2021 che prevede una maggiorazione del 50% dell’agevolazione originaria. Il tetto massimo quindi diventa 144.000 (96.000 + 48.000). Per averne diritto bisogna che l’abitazione sia ubicata nei comuni che hanno dichiarato lo stato di emergenza (c’è un elenco) oppure bisogna essere in possesso della scheda Aedes, un documento tecnico che attesta la connessione causa-effetto tra i danni da riparare e il terremoto. Il sismabonus rafforzato è in alternativa al contributo. Ovvero chi sceglie questa strada deve espressamente rinunciare alla richiesta dei contributo per la ricostruzione, comunicandolo via Pec all’Ufficio speciale ricostruzione (Usr) e al Comune territorialmente competente. «Questa dichiarazione costituisce condizione essenziale per usufruire delle agevolazioni fiscali» è precisato nella guida.

Superbonus+sismabonus

 É un’ulteriore possibilità: le due agevolazioni possono essere utilizzate congiuntamente e cumulativamente alla presenza dei requisiti richiesti (asseverazione dei tecnici, salto di due classi energetiche nel caso di superbonus, collaudo statico per il sismabinus, ecc.). In pratica oltre ai lavori antisismici si possono unire anche i lavori di efficientamento energetico. In questo modo l’incentivo raddoppia e in alcuni casi può sfiorare i duecentomila euro.

I documenti necessari e le polizze assicurative in caso di perdita dell'incentivo

Per ricevere il Superbonus 110% è al momento previsto ancora un iter abbastanza complesso, che in parte è stato semplificato, ma che il Governo ha promesso di snellire ancora nella prossima manovra autunnale. In tutto possono essere ancora richieste decine di documenti diversi.

Innanzitutto il condominio deve dare il via libera per i lavori sulle parti comuni, serve poi un visto di conformità per chiedere il contributo, da chiedere dopo l'avvio dele procedure dell'Agenzia delle Entrate. E ancora, tra i documenti più importanti ci sono l’Attestato di prestazione energetica (Ape), l'invio telematico dei dati degli interventi e la comunicazione all'Enea. Quindi serve un'attestazione dei tecnici abilitati dei requisiti tecnici sulla base del progetto e dell’effettiva realizzazione, quindi al termine dei lavori o per ogni stato di avanzamento degli stessi.

 

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In caso di contenzioso e rimborso degli importi indebitamente percepiti attraverso la cessione è prevista l'assistenza legale. Grazie al Decreto Rilancio i committenti privati sono protetti da eventuali imprevisti, innanzitutto con le assicurazioni obbligatorie per i professionisti. Tuttavia ci potrebbero essere problemi in fase di fruizione del bonus e inoltre le tutele di professionisti e società possono avere massimali poco coerenti con gli importi degli interventi nelle abitazioni. Per questo stanno nascendo assicurazioni che puntano a tutelare direttamente i privati. Ma prima di scegliere un'eventuale sostegno del genere è necessario controllare attentamente i dettagli:  tempi di copertura effettiva, franchigia, massimali e scoperto. Per non rimetterci, insomma.

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 18:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA