Zaporizhzhia, Kiev: Mosca si prepara a lasciare la centrale. «I russi fanno le valigie e rubano tutto ciò che trovano»

Mosca si prepara a lasciare la centrale di Zaporizhzhia, Kotin: «Fanno le valigie e rubano tutto quello che riescono a trovare»
Mosca si prepara a lasciare la centrale di Zaporizhzhia, Kotin: «Fanno le valigie e rubano tutto quello che riescono a trovare»
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Domenica 27 Novembre 2022, 18:36

«Nelle ultime settimane abbiamo effettivamente avuto informazioni secondo cui ci sono segnali che i russi potrebbero lasciare la centrale di Zaporizhzhia». Ad affermarlo, alla tv nazionale, citato da Ukrainska Pravda, è il presidente dell'agenzia nucleare ucraina Energoatom Petr Kotin, secondo cui l'esercito di Putin avrebbe iniziato a depredare la regione prima della grande ritirata. 

Zaporizhzhia, Kotin: «I russi rubano tutto quello che riescono a trovare»

Le parole di Kotin sono caute, ma il presidente dell'agenzia nucleare sembra non avere dubbi sul significato delle azioni messe in campo dai russi attorno alla centrale nucleare più grande d'Europa. «C'è l'impressione - afferma - che stiano facendo le valigie e rubando tutto quello che riescono a trovare» sebbene sia ancora «presto per dire che l'esercito russo stia lasciando l'impianto».

Nel frattempo il bollettino diffuso dallo Stato Maggiore di Kiev parla di più di 100 «occupanti» feriti nelle regioni di Melitopol, Pologi e Zaporizhzhia, dove i bombardamenti non sembrano arrestarsi. 

 

«La più grave perdita di energia esterna dall'inizio del conflitto»

L'industria nucleare ucraina ha subito mercoledì quella che il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha definito la più grave perdita di energia esterna dall'inizio del conflitto. Lo stesso Kotin aveva riferito al Guardian il mancato rientro di due reattori nella rete elettrica ucraina. I russi bombardano regolarmente le infrastrutture della centrale nucleare di Zaporizhzhia e per ciò «non stanno dando l'opportunità di avviare l'unità 5 o 6, come vuole l'operatore Energoatom». Ha affermato Oleksandr Starukh, il capo della regione di Zaporizhzhia. 

Il vescovo latino di Kiev-Zhytomyr, il salesiano mons. Vitaliy Krivitsky, in un'intervista ad Avvenire mette in guardia dalla possibiità che i russi trasformino la centrale di Zaporizhzhia «in una bomba atomica». I negoziati «li ha sollecitati anche il Papa. Ma la prima condizione dovrebbe essere un 'cessate il fuoco': basta bombe sulle città e sugli snodi strategici. Gli attacchi senza sosta mostrano che la Russia non vuole il dialogo», afferma. «Giustamente Giovanni Paolo II condannava un certo 'pacifismo ingenuo' - sottolinea il presule -. Non è accettabile che una parte del territorio ucraino sia consegnato a Mosca. E il Cremlino ci minaccia con l'atomica anche attaccando la centrale nucleare di Zaporizhzhia che, quindi, rischia di trasformarsi in una bomba atomica».

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