Dipendenti fanno la colletta per il titolare: «Mutuo, rate e figli: senza di lui saremo crollati»

Giovedì 4 Giugno 2020
Dipendenti fanno la colletta per il titolare: «Mutuo, rate e figli senza di lui saremo crollati»

«Mi ha salvato durante il Covid. Ha anticipato la Cassa integrazione di tasca sua e mi ha consentito di dormire sonni tranquilli perchè sapevo che avevo i soldi per far fronte al mutuo e alle rate per l'auto». Parla a nome di tutti Alessandro, posatore da otto anni per Futura Serramenti, l'azienda di Quinto, in provincia di Treviso, che ha scritto una pagina speciale in questa pandemia. La cinquantina dei dipendenti ha fatto una colletta che ha consegnato al titolare Sergio Zanin. Una busta paga simbolica di 3mila euro per contraccambiare le mille attenzioni dell'imprenditore nei confronti di impiegati e operai che definisce la mia famiglia allargata.

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Per anticipare la Cig, Zanin ha chiesto un prestito alle banche di 650mila euro. E ha deciso di fare anche un altro regalo ai propri dipendenti. Ha stipulato un'assicurazione che dal nome Andratuttobene già si capisce a cosa si riferisce. Nel dettaglio consente al dipendente che si fosse ammalato di Covid una diaria oltre alle spese mediche pagate fino a un massimale prestabilito. «Fortunatamente nessuno si è ammalato. Siamo stati fermi una ventina di giorni, poi lentamente abbiamo ripreso e adesso lavoriamo a pieno ritmo. Nessuno è stato toccato dal terribile virus. Ma il titolare non voleva correre rischi» riassume il direttore dello stabilimento Alessandro Gasparetto.

LE TESTIMONIANZE
«Sono separato, con due figli e a febbraio ho firmato il rogito per rilevare la casa di mia mamma, morta due anni fa, dai miei fratelli. Un passo importante ma poco dopo c'è stato il lockdown. Ero in crisi e il titolare mi ha detto che non dovevo preoccuparmi. Ci avrebbe pensato lui anticipandomi lo stipendio mensile. Che dire. Mi ha dato una carica di ottimismo e positività che ho superato d'un balzo la clausura forzata, i timori per il futuro e per le rate da pagare» scandisce Alessandro. Insieme a lui, ognuno con la sua storia personale, mamme di bimbi piccoli con spese che corrono nonostante il coronavirus, papà con un moglie rimasta senza lavoro che devono fronteggiare il bilancio familiare. «Ognuno di noi ha qualcosa per cui ringraziare Zanin - dicono in coro - quando avevamo bisogno del furgone per i traslochi di casa ce lo ha prestato. Quando avevamo bisogno di un giorno di permesso non ce lo ha mai negato. E quando eravamo davvero in crisi con i conti che si ammucchiavano gli uni sugli altri ci dava una qualche gratifica». Sono tutti d'accordo nel dire che quei 3mila euro sono un gesto simbolico. Ma importante. «Così il titolare capisce che ci teniamo a questa realtà, la sentiamo anche un po' nostra».

IL MIO SOGNO
Anche Tiziano conferma: «Sono direttore dell'officina e insieme a mia moglie ho costruito la casa dei sogni a Merlengo. Non ho figli ma ho 45 anni e la casa era il nostro traguardo. Ovvio, devo pagare il mutuo e senza lo stipendio che Zanin ha continuato a versarmi sarebbe stata più difficile». Poi, aggiunge: «Alle volte sentivo per telefono alcuni miei amici e per loro il lockdown è stato duro. Una mamma è stata lasciata a casa e non percepisce tuttora nemmeno un euro. Un altro ha appena ricominciato a lavorare ma per tre mesi, con tre figli ancora piccoli, ha dovuto fare i salti mortali per far quadrare i conti. Noi siamo stati fortunati».
E adesso? La promessa del titolare per salutare la ripresa del lavoro. Una bella cena tutti insieme. Ma solo quando i vincoli sanitari si saranno allentati ancora un po'.

 

 

Ultimo aggiornamento: 5 Giugno, 09:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA