L'impiegato delle Poste le chiede il Green pass: lei lo riempie di insulti e parolacce, poi chiama i carabinieri

L'impiegato delle Poste le chiede il Green pass: lei lo riempie di insulti e parolacce, poi chiama i carabinieri
​L'impiegato delle Poste le chiede il Green pass: lei lo riempie di insulti e parolacce, poi chiama i carabinieri
di Gianandrea Rorato
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Venerdì 18 Febbraio 2022, 11:11

SAN DONÀ DI PIAVE - Insulti gratuiti dai clienti perché all'ingresso dell'ufficio viene chiesto il green pass. Non un caso isolato, ma un fenomeno frequente. È accaduto anche ieri mattina: sul posto sono anche giunti i Carabinieri per verificare. L'episodio è stato ricostruito ieri dai responsabili dell'ufficio Poste Venete, in via XXVIII Aprile, a un passo dall'oratorio Don Bosco. Spiega il responsabile dell'attività specializzata in servizi postali, Giuseppe Gilio: «Esprimiamo il nostro profondo disappunto per il comportamento di alcune persone che continuano ad ignorare gli obblighi del nostro lavoro. Siamo oggetto di invettive solamente perché chiediamo di esibire il green pass. In caso contrario, come noto, non è possibile accedere agli uffici come il nostro».

E racconta l'episodio avvenuto ieri con dovizia di particolari: «In mattinata è giunta nel nostro ufficio una signora che aveva necessità di pagare un bollettino. Per entrare, come facciamo con qualsiasi cliente, le abbiamo chiesto il green pass. Per tutta risposta siamo stati oggetto di parolacce». E voi che avete fatto? «L'abbiamo fatta uscire, spiegando con calma che senza green pass non avrebbe potuto avere accesso all'ufficio. Dovendo pagare un bollettino, le abbiamo spiegato che avremmo potuto procedere all'operazione ma nell'attesa avrebbe dovuto attendere all'esterno. Dove poi l'avremmo raggiunta noi con la ricevuta». E poi cos'è successo? «La cliente ha chiamato i Carabinieri e ci ha riempito di insulti. Giunti sul posto i militari dell'Arma hanno proceduto a rasserenare gli animi». Il fatto, di per sé, si è concluso così. Ma al di là dell'episodio singolo, Gilio non nasconde l'amarezza. E spiega come gli operatori del settore, molto spesso, siano oggetto di insulti gratuiti proprio a causa della richiesta del certificato verde. «Mi chiedo perché noi rispettiamo le leggi e per questo veniamo presi a pesci in faccia. Solo perché chiediamo il green pass, come previsto dalla legge. Essere oggetto di ingiurie gratuite non è normale». E non è un episodio isolato «Il problema è che qui succede spesso e volentieri. Spesso quando chiediamo il green pass, siamo oggetto di improperi. Questa volta è toccato a mia moglie e a una mia dipendente. Purtroppo è triste, ma è così. Credo che questa situazione stia mettendo a dura prova i nervi di molte persone. Però non è possibile lavorare in questo modo, essere insultati solo perché facciamo il nostro lavoro».

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