Covid e viaggi, le regole (aggiornate) della Farnesina per andare all'estero e le mete vietate fino al 30 aprile

Domenica 18 Aprile 2021 di Michela Allegri
Covid e viaggi, le regole della Farnesina per andare all'estero (e le mete vietate fino al 30 aprile)

I viaggi all’estero sono consentiti, anche per turismo. Ma gli italiani non potranno andare ovunque. O meglio: a seconda delle necessità e delle destinazioni dovranno rispettare regole differenti. A metterle nero su bianco è ancora una volta la Farnesina che, comunque, considerando l’aggravarsi della situazione epidemiologica in Europa, in una nota pubblicata sul sito del Ministero «raccomanda a tutti i connazionali di evitare viaggi all’estero se non per ragioni strettamente necessarie». Viene poi sottolineato che, «considerato l’alto numero dei contagi in molti Paesi europei, non si possono escludere future ulteriori restrizioni agli spostamenti che rischierebbero di complicare eventuali rientri in Italia». Prima di mettersi in marcia, oltretutto, bisogna considerare il fatto che le restrizioni potrebbero essere più severe in caso di destinazioni extra-Ue.
Ecco tutte le regole, che saranno valide fino al 30 aprile. Primo dato: nessun Paese figura nella lista di aree a basso livello di contagio. Nelle 48 ore prima di fare rientro in Italia, oltretutto, è necessario sottoporsi a tampone molecolare o antigenico e l’imbarco è consentito solo in caso di risultato negativo.

 

La lista

Ma ecco i dettagli. Non c’è nessuna limitazione per chi proviene da Città del Vaticano e dalla Repubblica di San Marino. Sono previste alcune restrizioni all’ingresso in Italia in caso di transito o soggiorno in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Israele, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

 Chi arriva in Italia da questi Paesi deve comunicare l’ingresso al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale di riferimento e presentare un documento che certifichi l’effetuazione, nelle 48 ore antecedenti, di un tampone (test molecolare o antigenico) risultato negativo. È poi necessario rispettare 14 giorni di isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per 5 giorni. Al termine dell’isolamento è obbligatorio effettuare un nuovo test.

 

Ci sono regole anche per quanto riguarda i viaggi in Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Singapore, Tailandia. Chi arriva da questi Paesi deve comunicare il proprio ingresso alla Asl, compilare un’autodichiarazione, presentare il risultato di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti e sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 10 giorni. La propria destinazione in Italia, inoltre, può essere raggiunta solo con mezzo privato o coincidenza aerea, senza uscire dalle aree di transito aeroportuale. Anche in questo caso, al termine dell’isolamento è obbligatorio effettuare un nuovo test.

 

 

Le restrizioni

Le restrizioni più severe riguardano tutti gli altri Stati: l’ingresso da questi Paesi è consentito ai cittadini italiani, Ue, Schengen e ai loro familiari, ai titolari dello status di soggiornanti di lungo periodo e ai loro familiari, alle persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile con cittadini italiani, Ue, Schengen che debbano raggiungere l’abitazione, il domicilio o la residenza del partner in Italia. Per tutte le altre persone l’ingresso è consentito solo in presenza di esigenze di lavoro o di studio, motivi di salute, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. In caso di ingresso, come nelle precedenti situazioni, è necessario consegnare il risultato negativo del tampone e ripetere il test al termine del periodo di isolamento.

 


Per il Brasile ci sono regole specifiche: sono vietati l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei 14 giorni antecedenti abbiano soggiornato o transitato in questo Paese. L’ingresso e il traffico aereo dal Brasile sono consentiti, a condizione che non si manifestino sintomi da Covid-19, solo alle seguenti categorie: coloro che hanno la residenza anagrafica in Italia da prima 13 febbraio 2021, coloro che devono raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori, del coniuge o della parte di unione di civile. Possono entrare in Italia dal Brasile anche i funzionari e gli agenti dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, gli agenti diplomatici, il personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, i funzionari e gli impiegati consolari, il personale militare e delle forze di polizia, nell’esercizio delle loro funzioni, i soggetti in condizione di assoluta necessità autorizzati dal ministero della Salute. Anche in questo caso è necessario presentare il risultato negativo del tampone e ripetere il test al termine dei 10 giorni di quarantena.

 

 

 

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