Cella troppo stretta, sconto di pena
«Inaccettabile, ha ucciso due donne»

L'arresto nel 2000 di Thomas Moretti
L'arresto nel 2000 di Thomas Moretti
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Giovedì 25 Gennaio 2018, 15:38 - Ultimo aggiornamento: 17:35

VICENZA - Il tribunale di sorveglianza di Firenze ha riconosciuto uno sconto di pena di 57 giorni ad un nomade vicentino detenuto a Prato perchè la cella in cui era stato collocato in precedenza, sia a Vicenza che a Rovigo, era troppo piccola e non rispettava gli standard dell'Unione Europea. I giudici gli hanno anche riconosciuto un risarcimento pari a 24 euro. L'uomo, Thomas Moretti, 40 anni, originario di Bassano, era stato condannato per l'uccisione nel 2000 della fidanzata e della suocera ad Albettone e per il rapimento di una bimba di due mesi, prima di consegnarsi ai carabinieri. Si era visto comminare una pena di vent'anni di reclusione a cui se ne erano aggiunti altri otto per rapina, furto e resistenza a pubblico ufficiale. 

Non soddisfatto da quanto stabilito dai giudici di Firenze, il nomade ha presentato ricorso in Cassazione che, ritenendolo un reclamo, l'ha trasmesso nuovamente nel capoluogo toscano dove dovrà essere discusso. «Apprendere che il killer nomade che nel 2000 ha ucciso la fidanzata e sua madre e rapito una bimba di due mesi in provincia di Vicenza ha ottenuto uno sconto di pena ci fa accapponare la pelle». Così Erika Stefani, vicepresidente dei senatori leghisti e capogruppo in commissione giustizia. «È inaccettabile che le sciagurate politiche sulla giustizia del Pd abbiano prodotto mostruose storture giudiziarie - aggiunge -. Sapere che un ladro e assassino ha diritto oltre che a uno sconto di pena anche a un risarcimento danni perché secondo l'Unione Europea le celle sono troppo piccole ci fa capire di vivere in un Paese dove si tutelano unicamente i delinquenti». Per Stefani, «lo Stato deve tutelare unicamente le vittime. Per quanto ci riguarda il nomade Thomas Moretti dovrebbe passare in carcere il resto dei suoi giorni».

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