Post e foto su Facebook della (ex) latitante: mistero social dietro la cattura della marchigiana legata ai Nar

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Giacomo Quattrini
Post e foto su Facebook della (ex) latitante: mistero social dietro la cattura della Fosser

OSIMO  - Si trova in una cella in Spagna in attesa di estradizione in Italia Carla Fosser, la 70enne osimana, vedova di Leonardo Giovagnini, arrestata a metà settembre dopo 8 anni di latitanza.

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Dovrà scontarne 7 di reclusione, come sentenziato dal Tribunale di Bolzano, per bancarotta fraudolenta della sua società che gestiva un hotel a Tires. Per il quale sia lei che il compianto marito furono condannati anche per incendio doloso, accusati di aver acceso le fiamme per ben due volte tra 2007 e 2008 con l’intento di incassare l’indennizzo assicurativo dalla polizia in scadenza. 

La coppia si diede poi alla fuga. Rintracciata dalla polizia di Bolzano nel 2012 in Costa Azzurra ma nell’attesa dell’estradizione riuscì a dileguarsi nuovamente. Solo 10 giorni fa la Digos di Bolzano, con l’ausilio della polizia Iberica, riuscì a individuare Carla a Marbella, in Andalusia. In realtà le tracce non si persero del tutto, anzi. Carla e Leonardo fino a febbraio scorso restarono molto attivi sui social. Sono ancora visualizzabili le loro pagine Facebook dalle quali si nota come i due non tagliarono mai i rapporti con Osimo. Carla ad esempio ha come immagine di copertina il corso con la torre civica sullo sfondo.

Per anni sono stati numerosi i post con i quali interagivano con vecchi amici di Osimo, molti dei quali avevano vissuto con loro la militanza nell’estrema destra. C’è ad esempio chi ricorda i tempi di Radio Mantakas, un nome che Carla ha voluto allegare al suo profilo Facebook, a evidenziare quanto cara fosse per lei quell’esperienza nella radio di destra che per qualche anno fece scalpore. Proprio da quel background iniziarono però i guai per lei e Leonardo, che da segretario del circolo osimano del Msi passò a Terza Posizione, un movimento estremista che per autofinanziarsi organizzò perfino rapine in banca, come quella che nel 1979 ad Agugliano gli costò una condanna. Dopo quella vicenda lui e Carla se ne andarono dalle Marche, finendo in altri guai per i collegamenti col gruppo terroristico dei Nar, ma con Osimo il rapporto rimase stretto.

Carla nel giugno 2019 tramite Facebook si espose per una lista civica alle comunali di Osimo. Ha continuato a postare ricordi nel gruppo Facebook Radio Mantakas dialogando con degli osimani come se niente fosse. Il 9 febbraio pubblica la foto del monumento di Largo Trieste per la Giornata del Ricordo. E addirittura il 4 febbraio annuncia che «Radio Mantakas sarà presente con una lista alle elezioni regionali nelle Marche». 

Una spregiudicatezza social inspiegabile visto che era latitante dal 2012. Fino al 21 febbraio, quando Leonardo con un post accusa Facebook di censurare Carla per un intervento filofascista. Poi solo messaggi postati da altri, senza più tracce dei due. Con l’arresto emerge infatti che il 25 febbraio Leonardo è depositato senza nome in un obitorio di Malaga. Evidentemente la sua morte improvvisa fa temere a Carla di essere rintracciata, così sparisce dai social. Ma il 12 settembre la polizia ne annuncia la cattura e a Osimo la vicenda si tinge di giallo. Era lei su Facebook? Perché per 8 anni l’ha usato come se non fosse ricercata? E perché si è spaventata solo alla morte di Leonardo?

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