Clochard al Ballarin o lasciati per strada. I volontari denunciano: «Situazione esplosiva nell’ex Croce Verde»

La vecchia sede della Croce Verde di San Benedetto
La vecchia sede della Croce Verde di San Benedetto
di Emidio Lattanzi
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Martedì 9 Marzo 2021, 06:20

SAN BENEDETTO - Alcuni dentro roulotte semidistrutte destinate alla rottamazione, altri riescono a trovare sistemazioni di fortuna in strutture messe a disposizione grazie al lavoro delle associazioni di volontariato e dei servizi sociali del Comune. Altri ancora dormono in strada, per una o due notti perché arrivano nella speranza di trovare strutture all’interno delle quali non riescono ad entrare. E poi c’è chi non vuole proprio essere aiutato e sembra che dorma in strada per una scelta di vita.

 
La vicenda
Dopo la vicenda del clochard che, per scaldarsi, ha acceso un fuoco a ridosso della ferrovia, in pieno centro a San Benedetto, si accendono i riflettori sulle persone che, in questi giorni tutt’altro che caldi, trascorrono la notte in strada o in sistemazioni di fortuna. A fare il punto della situazione è Ilenia Illuminati, presidente dell’associazione Ora et Labora che si occupa proprio di chi non ha risorse per vivere e, soprattutto, non ha un tetto per dormire. Con il trasferimento della Croce Verde in via Petrarca anche il Ballarin si è trasformato in un giaciglio di emergenza dove trascorrere le notti. «C’è una persona che stiamo seguendo - spiega Illuminati - che trova riparo nella’rea dove i volontari tenevano le ambulanze fino a qualche mese fa, prima che si trasferissero nella nuova sede».

Ma non è quello l’unico caso. «Vicino alla Caritas, all’interno di una roulotte, vivono tre persone. Due di loro sono quelli che fanno gli spettacolini in centro mentre la terza è la compagna di Nicola Marella, conosciuto da tutti come “Coccobello” che è venuto a mancare alcuni giorni fa». C’è anche un albergo, a Porto d’Ascoli, che grazie all’intervento dell’associazione sta mettendo alcune camere a disposizione di persone che altrimenti non avrebbero un posto per dormire.

«Si tratta di sistemazioni temporanee naturalmente - afferma - ma mentre loro sono lì noi ci mettiamo al lavoro per trovare soluzioni. Siamo ad esempio all’opera, per uno di loro, per fare in modo che possa ricongiungersi con la propria famiglia di origine». Non sono situazioni semplici anche perché ci si trova spesso di fronte a situazioni difficili da gestire per le varie vicissitudini che ci sono a monte. Storie diverse, l’una dall’altra, che vanno trattato in modo differente. Ogni caso sembra essere a sé stante ma il comune denominatore è sempre lo stesso: l’emergenza abitativa. La Illuminati e il suo staff cercano di star dietro a tutte le varie situazioni ma è davvero complicato riuscire a seguire ogni vicenda. 


Le difficoltà
«Ci sono situazioni difficili da controllare - spiega la presidente dell’associazione - come quelle di chi arriva a San Benedetto perché crede che sia ancora aperta la Casa delle Genti che invece non funziona più da qualche anno. Così rimane senza un tetto sulla testa e deve organizzarsi per qualche giorno in strada. Ma ci sono anche dei casi nei quali è impossibile fare nulla come quello di una donna che non vuole essere aiutata. Abbiamo provato a farla ragionare ma lei vuole stare in strada».

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