Un mare di rifiuti in Riviera, arrivano i chip sui mastelli ma per le famiglie c'è una buona notizia, diminuisce la Tari: ecco perché

Domenica 29 Maggio 2022 di Alessandra Clementi
Un camion dei rifiuti

SAN BENEDETTO - Arrivano i sacchetti per i rifiuti con il microchip e i mastelli su viale De Gasperi, Ragnola e Porto d’Ascoli centro a fronte di una città che detiene la maglia nera per la quantità di rifiuti prodotti in un anno. Prosegue la rivoluzione sui rifiuti che a oggi vede una differenziata ferma al 66% e con una Tari che aumenterà dell’1,08% per le attività commerciali e una diminuzione media del 2,5% per le utenze domestiche. Aspetti emersi nel consiglio comunale di ieri dove la manovra Tari è stata approvata con 13 voti favorevoli, 6 contrari e 3 astenuti. 

 
I numeri
L’assessore Domenico Pellei ha tracciato un quadro sulla situazione dei rifiuti che vede San Benedetto produrre 33mila tonnellate di rifiuti all’anno e con una produzione pro capite superiore alla media italiana con 704 chili all’anno rispetto alla media nazionale di 540 chilogrammi, dato quest’ultimo che sarebbe legato alla vocazione turistica della città. Per quanto riguarda la Tari il 30% viene destinato allo smaltimento dei rifiuti in discarica, mentre 6,8 milioni di euro per le spese della raccolta con un costo totale di 9.878.000 euro. Per quanto riguarda il porta a porta, entro giugno verrà implementato portando i mastelli a Ragnola e a Porto d’Ascoli centro mentre in viale De Gasperi, dove insistono grandi condomini, verranno dati sacchetti con il microchip in grado di risalire al residente che conferisce. Inoltre il 15 giugno diventeranno operative 3 nuove isole ecologiche per la differenziata per le attività commerciali, isole informatizzate che sorgeranno su via Mazzocchi, via Paolini e in piazza Mar del Plata con cassonetti metallici con smart card. Infine l’assessore ha annunciato come si vada verso la tariffa puntuale per far pagare in maniera equa, dove oltre alle spese fisse ogni utenza pagherà in base ai rifiuti prodotti, il tutto nell’ottica della tracciabilità dei rifiuti. Al netto di una variazione della base imponibile si avrà un aumento massimo dell’1,08% per le attività commerciali, quindi un hotel avrà un aumento di 6 centesimi al metro quadrato e una diminuzione media del 2,5% per le utenze domestiche. Il consigliere Simone De Vecchis intervenendo sul problema delle discariche ha rilanciato la proposta del termovalorizzatore. 


Gli investimenti
La necessità di maggiori investimenti è stata sollecitata dal consigliere Paolo Canducci a partire dall’impiantistica: «E’ stato approvato un piano d’ambito che grida allo scandalo, ma ora ci dicono che si conferisce fuori per 100mila euro al mese. Abbiamo messo in mano i rifiuti ai privati. Una discarica di 900mila metri cubi che senso ha? Ma è una cassaforte visto i soldi che ci girano. Serve davvero il termo valorizzatore per 200mila abitanti? Serve l’impianto dell’umido oltre che per l’indifferenziata. Bisogna eliminare i cassonetti dalla strada». Intervento che ha sollecitato l’attacco da parte di Giorgio De Vecchis il quale ha tuonato: «Occorrono impianti moderni altrimenti le tariffe non diminuiranno mai, occorre attuare il piano d’ambito una volta per tutte». «Siamo di fronte a una manovra da 1milione di euro con un accantonamento di 460mila euro in previsione degli aumenti dei costi energetici». Così Pellei ha introdotto le variazioni di bilancio che prevedono 70.000 euro per i professionisti impegnati nei bandi Pnrr, 134.000 euro circa per manifestazioni culturali, turistiche e sportive, 40.000 euro per la manutenzione degli impianti sportivi, 244.000 circa per un ulteriore finanziamento dell’incremento della spesa per la pubblica illuminazione.

 

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