Esplode la rabbia dei medici: «Vogliamo il vaccino Covid, ma non c'è un piano»

Martedì 19 Gennaio 2021 di Nino Orrea
Ascoli, esplode la rabbia dei medici: «Vogliamo il vaccino Covid, ma non c'è un piano»

ASCOLI - Dovrebbero iniziare oggi le somministrazioni della seconda dose di vaccino Pfizer al personale sanitario dell’Area vasta 5. Si tratta di tutti coloro che dal 27 dicembre hanno ricevuto la prima dose del vaccino contro il covid-19.

Una procedura che dovrebbe concludersi nel giro di una settimana. Subito dopo si passerà alla vaccinazione del personale sanitario che opera ad Ascoli e provincia (dentisti, medici in attività non pubblica e specialisti in libera professione). Questi sono gli unici punti fissi della campagna vaccinale, perché sul resto c’è il silenzio più assoluto. 

 

Gli interrogativi

L’Ordine dei medici del Piceno è sul piede di guerra. «Siamo preparando una lettera - rivela la presidente Fiorella De Angelis - che invieremo all’assessore regionale alla Sanità e al direttore dell’Area vasta 5, ai quali chiediamo un incontro urgente sul piano vaccini. Aspettiamo ancora le direttive della Regione sul piano vaccinale anche perché ci sono i medici che lavorano nella libera professione, e, pertanto, sono a rischio, che desiderano sapere quando saranno vaccinati. Un discorso che va allargato a tutte le categorie a rischio. Per questo motivo, desideriamo chiedere all’assessore regionale alla Sanità se esiste un calendario con le date di riferimento e una programmazione di carattere generale. È un discorso che riguarda anche i pazienti a rischio per patologie. Ebbene, fino ad oggi, non sappiamo nulla. Se in Regione o in Asur c’è un calendario e un documento di programmazione, come Ordine dei medici sarebbe giusto venirne a conoscenza. Se come Ordine abbiamo deciso di muoverci con decisione è perché tra i nostri iscritti la percentuale di adesione alla vaccinazione è altissima e vaccinare tutti i medici del Piceno è una ulteriore garanzia per i pazienti». Parole non certamente tenere quelle della De Angelis, che è abituata a parlare con franchezza e onesta intellettuale, parole dalle quali emerge un’altra circostanza, quella di un Ordine dei medici che, sembra, sia stato scavalcato nella programmazione del piano vaccinale della Regione. 

La risorsa

Come spiega la presidente dell’Ordine «sia i medici di medicina generale che i pediatri di libera scelta potrebbero essere utilissimi nella vaccinazione dei propri pazienti. Infatti, con il vaccino Moderna, le cui caratteristiche di conservazione sono meno complicate del vaccino Pfizer, la gestione della vaccinazione potrebbe essere demandata ai medici di medicina generale e noi siamo d’accordo di procedere su questa strada. Senza contare che il medico di base ha una anagrafe dei pazienti con le relative patologie. Se ci fanno sapere qualcosa noi siamo pronti a scendere in campo». 

I destinatari

Da parte sua, il direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Area vasta 5, Claudio Angelini, spiega che «al momento la vaccinazione interessa il personale sanitario che opera nel pubblico e non è un caso che oggi iniziamo con la fase della seconda somministrazione del vaccino Pfizer. Subito dopo sarà il turno degli altri medici. Per quanto riguarda, invece, gli ultraottantenni e le altre persone, aspettiamo indicazioni dalla Regione». In pratica, per la vaccinazione dei cittadini si attendono ancora le direttive dall’Asur o dalla Regione e va considerato che è passato quasi un mese dall’inizio della campagna vaccinale, un periodo di tempo sufficiente per redigere almeno una bozza del piano vaccinale con tutte le indicazioni. Anche perché i cittadini, e ne hanno tutti i diritti, desiderano conoscere quando arriverà il loro turno per essere vaccinati e le modalità. Una richiesta alla quale qualcuno, in Regione o in Asur, deve dare una risposta. E, anche in tempi brevi.

 

Ultimo aggiornamento: 10:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA