Due anziani in terapia intensiva: il Covid torna davvero a fare paura

Domenica 27 Settembre 2020 di Mario Paci
Ascoli, due anziani in terapia intensiva: il Covid torna davvero a fare paura

ASCOLI - Purtroppo i tristi presagi dei giorni scorsi si stanno rilevando nel loro dramma. Nella provincia di Ascoli i contagi continuano inesorabilmente a salire (attualmente più di duecento persone sono positive al Coronavirus delle quali una settantina risiedono nel capoluogo mentre 515 sono in isolamento domiciliare).

Anche l’ex capitano della Roma ha inviato un messaggio di incoraggiamento a un ragazzo ricoverato a Fermo. Ieri pomeriggio, invece, due anziani ricoverati d’urgenza venerdì notte nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Murri di Fermo si sono aggravati.
 
Sono una donna di 82 anni di Folignano (il marito è ricoverato a Fermo) e un altro anziano che sono stati trasferiti nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto.
L’incubo
Perchè è stato scelto l’ospedale di San Benedetto che durante il lockdown è stato stravolto (con il trasferimento al Mazzoni della maggioranza dei reparti) ed è tornato alla normalità solamente un paio di mesi fa? Perchè purtroppo sono in atto i lavori di ampliamento del reparto di Rianimazione di Fermo mentre i posti letto per le malattie infettive del Murri saliranno a 32. È stata dunque una decisione dettata dall’emergenza poichè l’ospedale Madonna del Soccorso dispone di dodici posti letto di terapia intensiva. Ma i sambenedettesi temono che con il peggiorare della situazione sanitaria legata al Coronavirus si possa rivivere l’incubo dell’ospedale Covid. Finora il direttore generale Milani ha sempre smentito questa eventualità. Sono stati allertati venti posti letto presso la palazzina ex malattie infettive dell’ospedale Mazzoni per eventuali ricoveri. E poi ci sarebbe sempre il Covid Hospital di Civitanova che se non utilizzato, rischia di diventare una cattedrale nel deserto. Per la terapia intensiva di San Benedetto, infatti, è vero che ci sono posti letto e infermieri ma non ci sono rianimatori a sufficienza. E trovarli è come cercare l’oro. 
I termoscanner a scuola
Dopo i cluster legati ai viaggi di ritorno dall’estero (in particolare dalla Grecia) e ai contagi avvenuti nelle parrocchie (infettati i sacerdoti di Folignano e Spinetoli) a preoccupare sono eventuali piccoli focolai nelle scuole. Ecco perchè ha fatto molto discutere l’acquistio di termoscannere nelle scuole da partte dell’Amministrazione comunale. Chi sarà incarico di rilevare la temperatura agli studenti all’ingresso degli istituti? C’è il rischio che possano formarsi assembramenti come quelli già visti nei giorni scorsi? «Stiamo vedendo di organizzare il servizio con il personale che accompagna i bambini nei pulmini e con quello della scuola - puntualizza Monica Acciarri, assessore comunale alla pubblica istruzione - . Noi pensiamo a tutte le scuole comunali . Poi alle scuole superiori auspichiamo che lo faccia la Provincia. Tutto sarà organizzato e studiato in modo tale da non creare assembramenti naturalmente. visto che si entra scaglionati. Ed è la stessa difficoltà che si ha nei luoghi di lavoro..Comunque meglio una precauzione in più che non dare il peso del prendere la temperatura alle famiglie già stressate da tutte le problematiche covid. Il nostro obiettivo è quello di cercare di dare una mano alle famiglie».
I rimborsi
Intanto il Comune di Offida rimborsa 15 euro a chi ha effettuato il test sierologico e di 30 euro per chi ha fatto il tampone. La giunta di Offida ha deliberato che i cittadini che hanno effettuato i test anti covid saranno parzialmente rimborsati con dei buoni da spendere nelle attività commerciali della città. Gli interessati dovranno presentare la domanda, entro venerdì, che comprenderà un’autocertificazione e la copia della ricevuta del test effettuato. «La situazione dei positivi rimane sotto controllo – sottolinea Luigi Massa - L’aspetto importante che ci lascia fiduciosi e sereni è che la catena della positività sia stata subito definita controllata dal Sisp che monitora costantemente la situazione». Massa ricorda i meccanismi della pandemia e che dall’8 settembre, giorno in cui è stata registrata la prima positività, ininterrotte sono stati la collaborazione e i contatti con tutti i medici di famiglia per cominciare a effettuare controlli precauzionali volontari. «Un tracciamento puntuale – continua Massa – è stato reso possibile grazie alla collaborazione di medici di base, Sisp e, di tutta la comunità offidana, sopratutto di coloro che hanno deciso di rimanere a casa per un ipotesi di contatto e che hanno deciso volontariamente di sottoporsi ai test. Così facendo, abbiamo sin da subito tracciato e definito le linee di contagio».

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