Il tasso di contagio Covid s'impenna nel Piceno: l'Arengo pensa ai termoscanner per le scuole

Sabato 26 Settembre 2020 di Nino Orrea
Ascoli, il tasso di contagio Covid s'impenna nel Piceno: l'Arengo pensa ai termoscanner per le scuole

ASCOLI - Su 200 tamponi processati sono 12 le persone positive al Covid-19 nel territorio dell’Area Vasta 5. Un numero che rappresenta gli attualmente positivi, cioè, i nuovi contagi al Coronavirus e le persone in decorso della malattia.

Numeri che sono, comunque, preoccupanti e non a caso il Piceno è stato definito la maglia nera nelle Marche per quanto riguarda i contagi da Covid-19. Non a caso il tasso di contagio nel nostro territorio è sensibilmente più alto di quello del resto della regione con una curva della pandemia che continua a salire.
 
Insomma, tutto l’inverso di quanto accaduto solo sei mesi fa, quando il Piceno era un’isola felice non solo rispetto al territorio regionale, ma anche a livello nazionale. 

E, a preoccupare maggiormente le autorità sanitarie, è il numero delle persone ricoverate che sono strettamente collegate al numero dei contagi. Insomma, più crescono questi e più aumenta la possibilità di vedere un maggior numero di persone ricoverate anche in terapia intensiva. I numeri, a questo proposito, parlano chiaro, con un numero di contagi che ha superato quello di marzo-aprile, il periodo più acuto della pandemia. Al momento, nel reparto di Malattie Infettive di Fermo, tutte le persone ricoverate per Covid-19 provengono dalla provincia di Ascoli. 

Un trend che secondo gli esperti è destinato a crescere e per tale motivo tra l’Area Vasta 4 (Fermo) e l’Area Vasta 5, si è raggiunto un accordo, che prevede l’aumento dei posti letto nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Murri a 29 posti letto, ma, in compenso, l’Area Vasta 5 si è impegnata ad accogliere i pazienti del fermano no Covid, presso l’ospedale Mazzoni. Un accordo che tende a decongestionare il Murri di Fermo in previsione di un aumento dei contagi tra Ascoli e i Comuni del Piceno. Come fanno notare le autorità sanitarie dell’Area Vasta 5, è come se ci fossimo giocati i vantaggi derivati dal lockdown di appena sei mesi fa. Ma come è potuto accadere che il Piceno, sul fronte della pandemia, sia passato da isola felice a maglia nera delle Marche in soli 180 giorni? Il Dipartimento di Prevenzione, punta l’indice, soprattutto, contro i contagi da rientro, cioè, dovuti a quelle persone che sono rientrate in Italia dopo una vacanza all’estero. Sta di fatto che dalla fine di luglio la situazione è precipitata con la curva della pandemia che tende sempre a salire. Pur senza fare allarmismi, ma attenti alla linea della massima prudenza, quella che sei mesi fa ci ha premiato, gli esperti del Dipartimento di Prevenzione fanno trapelare che è possibile attendersi un aumento dei contagi nelle scuole e un aumento delle persone ricoverate. 

«Visto l’andamento della pandemia nel nostro territorio – spiega uno di questi esperti – non ci sarebbe da meravigliarsi se ci trovassimo di fronte a un aumento dei contagi sia in ambito scolastico che in quello domestico. E’ possibile anche un aumento delle persone ricoverate. A questo punto, quello che bisogna tenere sotto controllo, non è tanto il numero dei contagi, che è pur sempre fondamentale, ma, in particolare, prestare attenzione al numero dei ricoveri e dei decessi. Per questo motivo l’invito a tutti gli abitanti ad attenersi scrupolosamente alle norme per contenere l’epidemia, vale a dire, evitare gli assembramenti, mantenere la distanza di sicurezza e, soprattutto, di indossare la mascherina. Le persone devono capire che non siamo in una festa, ma in una situazione, potenzialmente, molto pericolosa».

E se le scuole possono diventare dei focolai allora l’Arengo pensa ai termoscanner. «Il Comune - dice l’assessore alla pubblica istruzione, Monica Acciarri -ha deciso di farsi carico dell’acquisto dei termoscanner, che invece avrebbe dovuto acquistare il governo, per garantire ancora di più la nostra comunità visti i problemi che si stanno verificando nelle classi. Una spesa necessaria ma che non doveva porre un ulteriore carico alle mamme e ai papà. Non è stato fatto. E allora ci penserà l’Amministrazione comunale di Ascoli a farsi carico della salute dei propri ragazzi». Ma chi si occuperà di rilevare la temperatura agli alunni? Si formeranno ulteriori assembramenti fuori dalle scuole? Su questi quesiti al momento non ci sono risposte.

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