Codice rosso per l'emergenza idrica dovuta alle scarse piogge. Le fontane pubbliche restano a secco

Giovedì 19 Maggio 2022 di Luigi Miozzi
La fontana del Pilotti a Porta Maggiore

ASCOLI - Trovare una fontana pubblica che zampilla nel Piceno è diventato sempre più difficile. Ormai da tempo sono pochissime quelle in cui runner, escursionisti, cicloamatori possono dissetarsi o riempire le borracce durante la loro attività fisica. A questi, poi, soprattutto nei mesi estivi, si aggiungono i turisti, siano essi che decidano di trascorrere le ferie in riva al mare oppure tra le bellezze architettoniche del capoluogo o dei borghi dell’entroterra. 

 

La crisi idrica che da anni attanaglia i territorio, resa ancor più grave dal terremoto che ha provocato la drastica diminuzione delle sorgenti, ha costretto la Ciip a correre ai ripari per evitare che a secco ci rimanessero i rubinetti delle abitazioni. Si sono resi necessari dei provvedimenti e tra questi, oltre alle riduzioni e alla chiusura dei serbatoi nelle ore notturne adottate per mesi, si è proceduto anche alla chiusura delle fontane pubbliche al fine di evitare sprechi. Ma, per molti, tra i cittadini, la situazione è divenuta insostenibile: tra questi c’è anche chi fa notare che non sia decoroso, soprattutto nei centri storici come ad esempio quello di Ascoli, offrire ai turisti la possibilità di ammirare fontane di grande rilievo architettonico rimaste a secco oppure parzialmente chiuse. È questo il caso, ad esempio, delle fontane di piazza Arringo e della Fontana dei cani in corso Mazzini. «Il problema purtroppo lo conosciamo tutti - dice l’ingegner Massimo Tonelli, responsabile del servizio Reti della Ciip -. Su questo territorio permane lo stato di crisi idrica e permane il codice rosso al terzo stadio, tanto è vero che continuiamo ad utilizzare gli impianti di soccorso. Purtroppo, la stagione invernale non è stata generosa né di nevicate né di precipitazioni piovose abbondanti e pertanto siamo costretti a fare i conti con le conseguenze dei cambiamenti climatici sommate alle problematiche del sisma. E questo non ci consente di riaprire con leggerezza tutte le fontane sul territorio». La situazione viene monitorata costantemente e si sta cercando di trovare soluzioni in grado di coniugare la possibilità di offrire un servizio ai cittadini e ai turisti con la necessità di evitare sprechi eccessivi in un momento in cui le risorse idriche sono decisamente scarse. «Le fontane pubbliche presenti sul territorio sono davvero tante - evidenzia l’ingegner Tonelli -. Stiamo, pertanto, cercando di fare una apertura centellinata e, nel compiere questa operazione, può accadere che qualcuno, durante il proprio giro in bicicletta, si fermi ad una fontana per dissetarsi e possa trovarla chiusa. Purtroppo, dobbiamo mettere in conto anche questa difficoltà». 

Con l’approssimarsi della bella stagione e con il rialzo delle temperature è previsto un maggiore consumo di acqua. Ma le stagioni siccitose hanno messo a serio rischio le risorse idriche a disposizione per fronteggiare il fabbisogno durante l’estate.. È per questo che la Ciip raccomanda di evitare gli usi impropri di acqua potabile, troppo spesso utilizzata per innaffiare piante e orti oppure per lavare le auto. 

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